Comune vs PalaTerni, scontro sui prezzi: vince Palazzo Spada

Respinta la richiesta di quasi 4 milioni per l’aumento dei costi del palazzetto, possibile appello al Consiglio di Stato

Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso presentato dalla società PalaTerni contro il Comune di Terni in merito alla richiesta di aggiornamento dei prezzi per la realizzazione del nuovo palazzetto, dando ragione a Palazzo Spada. La decisione è arrivata al termine del contenzioso avviato dopo il diniego del Rup Piero Giorgini, con cui era stata rigettata l’istanza della società relativa al riconoscimento di maggiori costi sostenuti durante i lavori.

Al centro della vicenda vi era la richiesta di 3.871.602 euro complessivi avanzata dal concessionario, legata all’aumento dei costi di costruzione ritenuti straordinari e imprevedibili. La parte più consistente della somma, oltre 3,1 milioni di euro, riguardava gli stati di avanzamento dei lavori relativi agli anni 2022 e 2023, mentre la restante quota faceva riferimento all’annualità precedente.

Il Tar ha ricostruito i passaggi principali del contenzioso, evidenziando come il Comune abbia negato l’adeguamento del piano economico-finanziario sulla base di una precisa interpretazione normativa. Secondo l’ente, infatti, la revisione dei prezzi non sarebbe applicabile a lavori già avviati, principio ritenuto fondato anche dai giudici amministrativi.

Nella sentenza viene chiarito che, ai sensi dell’articolo 22 del decreto legge numero 50 del 2022, l’elemento determinante non è la conclusione dei lavori, ma il loro avvio. Nel caso specifico, i lavori del PalaTerni risultavano già iniziati prima della presentazione dell’istanza, circostanza ritenuta sufficiente per escludere la possibilità di revisione dei prezzi. I magistrati hanno sottolineato la “palese inapplicabilità” della norma non solo a lavori conclusi, ma anche a quelli già avviati.

Un ulteriore elemento preso in considerazione riguarda lo stato dell’opera: secondo quanto riportato, i lavori sarebbero stati sostanzialmente ultimati il 4 settembre 2023, ad eccezione di interventi marginali che non incidono sulla funzionalità complessiva della struttura. Anche questo aspetto ha contribuito a rafforzare la posizione del Comune.

Nel corso della vicenda, il dirigente Giorgini aveva richiesto anche un parere di precontenzioso all’Anac nel 2024, prima dell’avvio del confronto legale sfociato nel ricorso al Tar. L’esito del giudizio conferma quindi la correttezza dell’impostazione seguita dall’amministrazione comunale.

Nonostante il rigetto del ricorso, il Tribunale ha comunque lasciato aperta una possibilità, specificando che il Comune potrà valutare la richiesta della società come ordinaria istanza di revisione prezzi, al di fuori del quadro normativo invocato nel ricorso. Resta inoltre la facoltà, per la società PalaTerni, di presentare eventuale appello al Consiglio di Stato.

Redazione

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