Perché oggi è così importante parlare di alberi in città?
Perché, parlando anche a nome della Rete delle associazioni per l’ambiente appena nata, la nostra città non può più permettersi di trascurare il suo sistema ecologico primario. Come ci insegnano fin dalle elementari, sono proprio gli alberi che producono ossigeno e assorbono inquinamento, polveri sottili e CO₂. Eppure, guardando le classifiche di “Ecosistema Urbano” di Legambiente, la situazione è allarmante: facendo un confronto con una città simile come Cremona (che è al 12° posto generale e 3° per le alberature), Terni si ferma al 60° posto per il sistema ecologico del verde e addirittura al 43° posto per il piano degli alberi.
Qual è la situazione a Terni?
È una situazione molto critica, che ha spinto una decina di associazioni di cittadini preoccupati a unirsi in rete. La nostra angoscia principale deriva da ciò che abbiamo visto negli ultimi anni: un continuo taglio di alberi nel centro città senza che questi vengano restituiti alla comunità. Il vero problema è che spesso, dopo aver tagliato un albero, le aiuole vengono praticamente coperte di cemento, eliminando persino la possibilità e l’intenzione di poterne ripiantare uno nuovo in quello stesso posto. Intanto, dallo scorso dicembre, restiamo in attesa dal Comune di un tavolo di confronto per un piano regolatore e, a Terni e Provincia, si continua a tagliare alberi: vedi Lugnano in Teverina, dove sono stati tagliati circa 70 pini.
Nel dibattito si è parlato di isole di calore. Quanto incide il verde?
Incide moltissimo, ed è il motivo per cui il verde serve prima di tutto in città. Le ondate di calore si registrano proprio nelle aree urbane coperte da asfalto, non in campagna o nei boschi. Sostituire gli alberi abbattuti in centro andandoli a piantare nei boschi circostanti non ci aiuta ad affrontare questo problema: per rinfrescare e contrastare le ondate di calore serve una presenza massiccia di alberi proprio lì, dove la città è più cementificata.
Cosa manca oggi nella gestione del verde?
Manca un vero e proprio Piano del Verde basato sul monitoraggio strutturato. Attualmente la gestione si preoccupa quasi esclusivamente del decoro, ovvero di curare i giardini o le fioriere. Noi chiediamo invece un sistema per sapere esattamente quanti alberi ci sono a Terni (e non nel territorio circostante), per monitorare gli abbattimenti e programmare le sostituzioni. Oltre un anno fa dagli uffici del Comune ci era stato presentato “Space green”, un sistema informatico a cui avrebbero potuto partecipare tutti gli attori e le associazioni, ma dopo un primo incontro a dicembre non c’è stato alcun seguito.
È anche un tema di trasparenza?
Assolutamente sì. Assistiamo costantemente a una prassi inaccettabile: vediamo arrivare ordinanze urgenti la sera e la mattina seguente gli alberi vengono già tagliati. La cosa più preoccupante è che queste ordinanze d’urgenza spesso non sono nemmeno corredate da perizie tecniche che attestino in modo oggettivo la reale pericolosità delle piante. La gestione deve essere chiara e le decisioni condivise.
Da dove partire?
Dal prendere consapevolezza che la città di Terni non può permettersi di perdere veramente nemmeno un altro albero. Se un taglio si rende strettamente necessario, la regola deve essere ferrea: l’albero eliminato non va solo rimpianto, ma sostituito con altri due o tre alberi rigorosamente all’interno del centro città, non nei boschi intorno. Dobbiamo riportare il verde dentro la città, esattamente dove serve di più.
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