Marco Sciarrini (Io Sono Una Persona Per Bene): Costruire una rete civica per il territorio

Il volontariato e l’associazionismo come strumenti per ricostruire partecipazione, relazioni e progettualità condivise nella città

Marco Sciarrini

Qual è l’obiettivo di incontri come questo dedicato al volontariato e al terzo settore?

L’idea è creare un luogo di ascolto reale per la città. Non un semplice convegno, ma uno spazio dove associazioni, volontari e cittadini possano confrontarsi apertamente sui problemi e sulle opportunità del territorio. Il PalaSì! vuole diventare una sorta di agorà contemporanea, un punto d’incontro dove raccogliere idee, esperienze e bisogni di una comunità che sente il bisogno di ritrovare relazioni e partecipazione.

Perché oggi il tema dell’associazionismo è così importante?

Perché molte persone hanno perso fiducia nelle forme tradizionali della partecipazione politica, ma non hanno perso il desiderio di impegnarsi concretamente. Il volontariato e il terzo settore oggi rappresentano uno dei principali luoghi di aggregazione e protagonismo civile. Dentro questo mondo convivono cultura, sociale, sport, ambiente, promozione del territorio e assistenza. È una rete molto ampia che spesso riesce a intercettare bisogni reali prima ancora delle istituzioni.

Durante il suo intervento ha posto l’attenzione anche sul tema dei finanziamenti regionali. Perché?

Perché analizzando alcuni dati relativi ai bandi regionali dedicati agli spettacoli dal vivo sono emerse differenze molto forti tra Terni e Perugia. Nella provincia di Terni erano state presentate molte meno domande e soprattutto erano state finanziate pochissime realtà rispetto ad altri territori umbri. Non voleva essere una polemica, ma una riflessione necessaria. Quando un territorio fatica ad accedere alle opportunità bisogna chiedersi perché accade.

Secondo lei quali possono essere le cause di questa difficoltà?

Probabilmente sono diverse. Può esserci una minore capacità progettuale, una difficoltà nel costruire bandi competitivi oppure una mancanza di accompagnamento e formazione. Molte associazioni fanno un lavoro straordinario sul territorio ma non sempre possiedono strumenti tecnici adeguati per affrontare la complessità burocratica dei finanziamenti. Il rischio è che, dopo alcuni tentativi andati male, le realtà associative smettano persino di partecipare ai bandi.

Quanto conta oggi la collaborazione tra associazioni?

Conta moltissimo. Una delle grandi sfide è superare frammentazioni e individualismi. Terni possiede tante energie positive, ma spesso le associazioni lavorano isolate. Invece condividere competenze, idee ed esperienze potrebbe aiutare tutto il territorio a crescere. Fare rete non significa perdere la propria identità, ma costruire insieme progetti più forti e duraturi. Molti interventi emersi durante l’incontro hanno sottolineato proprio questa esigenza.

Che ruolo dovrebbero avere le istituzioni?

Le istituzioni dovrebbero facilitare questi processi. Non devono sostituirsi al volontariato, ma creare le condizioni perché le associazioni possano collaborare meglio, crescere e progettare con maggiore continuità. Servono luoghi di confronto, strumenti di supporto e maggiore attenzione alle realtà che operano quotidianamente sul territorio con poche risorse ma grande impegno.

Che immagine emerge oggi della città di Terni?

Terni attraversa una fase complessa dal punto di vista economico, sociale e culturale, ma possiede anche tante competenze e una forte vitalità associativa. Spesso ci si concentra solo sulle difficoltà, mentre invece dovremmo imparare a valorizzare maggiormente le energie presenti. La città ha bisogno di tornare a credere nelle proprie capacità e nelle proprie risorse umane.

Qual è il messaggio finale che vuole lasciare?

Che il volontariato e l’associazionismo non rappresentano semplicemente un supporto sociale, ma una risorsa fondamentale per la crescita civile e culturale della comunità. Dietro ogni iniziativa ci sono persone che dedicano tempo, energie e competenze al bene comune. Se riusciremo a costruire reti più forti, maggiore collaborazione e una partecipazione più consapevole, Terni potrà ritrovare nuova energia e nuove prospettive di crescita collettiva.

Redazione

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