Centinaia di persone hanno partecipato nel pomeriggio di mercoledì 4 novembre ai funerali di Claudio Marchesi, il sergente di 35 anni morto il 29 ottobre nell’incidente dell’elicottero militare precipitato in Bosnia. La cerimonia funebre si è svolta nel Duomo di Orvieto, città nella quale il militare era nato e cresciuto e dove risiede ancora parte della sua famiglia. Una partecipazione numerosa, quella della comunità orvietana, che ha voluto accompagnare il feretro e manifestare la propria vicinanza ai familiari, colpiti dalla tragica scomparsa.
Il feretro ha raggiunto la cattedrale intorno alle ore 15, dopo essere stato esposto nella camera ardente allestita nella sala consiliare del Palazzo comunale. Già prima dell’inizio della celebrazione, numerosi cittadini si erano radunati nella piazza antistante il Duomo per rendere omaggio al militare.
La partecipazione ha coinvolto non soltanto amici, conoscenti e concittadini di Marchesi, ma anche rappresentanti delle istituzioni e delle forze armate, presenti per accompagnare l’ultimo saluto al sergente.
Le autorità presenti alla cerimonia funebre
Alle esequie hanno preso parte numerose autorità civili e militari, insieme a esponenti delle forze dell’ordine e rappresentanti del mondo politico e istituzionale.
Tra i presenti figuravano la sindaca di Orvieto Roberta Tardani, il prefetto di Terni Antonietta Orlando, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco.
La presenza delle istituzioni ha accompagnato quella dei cittadini, riuniti nella cattedrale per condividere il momento del commiato e testimoniare la vicinanza alla famiglia del militare.
Il Duomo è diventato così il luogo dell’ultimo saluto della comunità a un suo concittadino, la cui morte aveva suscitato profondo cordoglio anche nei territori nei quali aveva vissuto negli ultimi anni.
Il ritorno a Orvieto dopo i funerali di Stato a Roma
Il rientro della salma nella città natale era avvenuto martedì 3 novembre, al termine dei funerali di Stato celebrati nella mattinata a Roma.
Ad accogliere il feretro erano state le sindache Roberta Tardani, prima cittadina di Orvieto, e Giulia De Santis, sindaca di Montefiascone, i due comuni legati alla vicenda personale del sergente.
Dopo la cerimonia nella capitale, il ritorno a Orvieto aveva consentito alla comunità locale di rendere un omaggio diretto al militare. La camera ardente, predisposta all’interno del Palazzo comunale, aveva rappresentato il momento precedente alla celebrazione religiosa nel Duomo.
Le esequie di mercoledì hanno quindi segnato l’ultima tappa delle cerimonie funebri, dopo il saluto istituzionale riservato al sergente a Roma e il successivo rientro nella sua città d’origine.
La famiglia e il legame con Orvieto e Montefiascone
Claudio Marchesi aveva 35 anni e aveva trascorso l’infanzia e la giovinezza a Orvieto, mantenendo un legame con la città anche dopo il trasferimento nel Lazio.
Da circa tre anni risiedeva infatti a Montefiascone, in provincia di Viterbo, dove aveva stabilito la propria abitazione. Le sue radici familiari erano però rimaste nel territorio orvietano, in particolare nella frazione di Canale, dove vivono i genitori Giovanni e Giuseppina.
Il sergente lascia anche il fratello Christian, la sorella Gloria e la fidanzata.
Proprio il rapporto con entrambe le comunità ha caratterizzato le giornate dedicate al suo ricordo. Orvieto, dove era cresciuto e dove risiedono i familiari, e Montefiascone, scelta come luogo di residenza negli ultimi anni, hanno condiviso il cordoglio per la sua morte.
La partecipazione delle due amministrazioni comunali all’accoglienza del feretro ha rappresentato un ulteriore segno del legame del militare con i territori che avevano segnato la sua vita.
La morte nell’incidente dell’elicottero militare in Bosnia
La scomparsa di Marchesi risale al 29 ottobre, quando il sergente ha perso la vita nel tragico incidente che ha coinvolto un elicottero militare precipitato in Bosnia.
La notizia della morte del trentacinquenne aveva raggiunto anche Orvieto, dove il militare era conosciuto e dove la famiglia continua a vivere. Il successivo svolgimento dei funerali di Stato a Roma e l’organizzazione delle esequie nella città natale hanno scandito le giornate successive alla tragedia.
L’ultimo saluto nel Duomo ha riunito persone provenienti da diversi ambiti della vita cittadina e istituzionale, accomunate dalla volontà di manifestare solidarietà ai familiari.
La cerimonia di mercoledì pomeriggio si è svolta davanti a centinaia di cittadini, con una significativa rappresentanza delle istituzioni regionali e nazionali. La presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del sottosegretario Emanuele Prisco e delle autorità territoriali ha affiancato quella della comunità orvietana, riunita per accompagnare Claudio Marchesi nel suo ultimo viaggio.
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