Il paradosso delle energie riuìnnovabili che interessa anche l’Umbria. Cioè amministrazioni regionali che si dimostrano ostili alle norme che semplificano procedimenti e autorizzazioni e poi vanno a prendersela con il Governo centrale. Un tema sollevato da Raffaele Nevi, parlamentare ternano e anche portavoce di Forza Italia alla Camera di Deputati. L’esponente politico di centro destra è intervenuto sull’emittente televisiva La7 ed ha affrontato proprio questo argomento. Citando anche la Regione dell’Umbria.
Serve il nucleare di nuova generazione
In pratica, come dice Nevi, da una parte si invocano più rinnovabili, dall’altra però si bloccano gli impianti energetici che vanno in questo senso. “Abbiamo investito in modo significativo sulle fonti energetiche rinnovabili – ha spiegato Nevi – ma oggi c’è il paradosso secondo il quale alcune Regioni fanno la guerra alle norme che semplificano e accelerano la realizzazione degli impianti, salvo poi andare a fare la morale al governo“. Cita i casi di Regioni come Umbria e Sardegna,. Propri riguardo al’Umbria, parla di un recente incontro con l’assessore Thomas De Luca. “In quella riunione – dice – ci siamo sentiti contestare il fatto che il Governo abbia impugnato una legge regionale più restrittiva rispetto alla normativa nazionale. Ma il punto politico è che se da una parte si invocano più rinnovabili, dall’altra si bloccano gli impianti sul territorio“. Poi fa riferimento alle previsioni secondo le quali la domanda di energia crescerà sensibilmente negli anni a venire. “A quel punto – spiega – non è realistico credere di fare fronte a questo solo con le fonti rinnovabili. Serve, di conseguenza una strategia ben definita, aprendo al nucleare di nuova generazione. Altrimenti, si resta dipendenti dalle fonti fossili come gas e petrolio“.
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E fanno bene le rinnovabili sono solo più inquinamento ambientale