Ricostruzione post sisma: nel ternano conclusi 150 cantieri su 213, scendono i residenti nelle casette

I dati del Rapporto annuale 2026 sulla ricostruzione del Centro Italia fotografano lo stato di avanzamento nel ternano: liquidati 67,4 milioni, riduzione del 25,5% degli sfollati

La provincia di Terni registra 90,4 milioni di euro concessi per la ricostruzione privata post sisma 2016, con 67,4 milioni già liquidati e 213 cantieri complessivi tra conclusi (150) e in corso (63). Sono i numeri che emergono dal Rapporto annuale 2026 sulla ricostruzione del Centro Italia, presentato il 27 giugno a Roma nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, durante l’incontro “Ricostruire è prevenire: il laboratorio Sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale”.

Sul fronte della ricostruzione privata nel ternano, le richieste di contributo presentate ammontano a 28, mentre quelle approvate salgono a 220. Il tasso di liquidazione raggiunge circa il 74,5% degli importi concessi, una percentuale superiore alla media umbra. I Comuni con i finanziamenti più consistenti sono Giove, Terni, Amelia, Ferentillo e Montecastrilli.

Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica nella provincia di Terni, il rapporto censisce 63 interventi programmati distribuiti in 16 Comuni, per un importo complessivo di circa 34 milioni di euro. I Comuni con gli stanziamenti più rilevanti sono Ferentillo, Montefranco, Giove, Alviano e Polino.

Uno degli indicatori più significativi riguarda la riduzione degli sfollati: nella provincia di Terni, i beneficiari di soluzioni abitative di emergenza scendono da 47 a 35, con una riduzione del 25,5%, la più alta tra tutte le province del cratere sismico. Un dato che segnala il progressivo rientro delle famiglie nelle abitazioni recuperate. Nel dettaglio i beneficiari del CDA (contributo per il disagio abitativo), scendono da 493 a 429, sia quelli ospitati nelle SAE, da 439 a 372.

Proietti sottolinea: “Ogni famiglia che rientra nella propria casa è una vittoria per tutti. Ma la sfida è tutt’altro che finita. Continueremo a essere presenti nelle frazioni, insieme ai tecnici, per non far sentire indietro nessuno, soprattutto nei luoghi interessati da piani attuativi e da percorsi di ricostruzione pubblico-privata. Quando si mettono insieme pubblico, privato, intere frazioni, consorzi e bisogni diversi, la complessità aumenta. Ma proprio da quella complessità passa la possibilità di garantire ai cittadini il diritto di restare”

Il quadro ternano si inserisce in un contesto regionale in decisa evoluzione. In tutta l’Umbria, le richieste di contributo per la ricostruzione privata sono 5.469, di cui 3.948 approvate. I fondi concessi sfiorano 1,54 miliardi di euro, mentre le liquidazioni hanno raggiunto i 998,9 milioni, pari a circa il 65% degli importi autorizzati. I cantieri conclusi nell’intera regione sono 2.699, quelli in corso 1.110. Sul versante pubblico, i 541 interventi programmati in 61 Comuni valgono complessivamente 802,1 milioni di euro.

All’incontro romano ha partecipato la presidente della Regione Umbria e vice commissaria alla ricostruzione, Stefania Proietti, che ha sottolineato come i dati confermino «una ricostruzione entrata in una fase concreta e misurabile». Proietti ha richiamato anche il ruolo dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria nella gestione delle pratiche e nella capacità amministrativa dispiegata negli anni. Il commissario straordinario del Governo, senatore Guido Castelli, ha evidenziato la necessità di accelerare mantenendo alta la qualità degli interventi.

Oltre alla componente edilizia, il rapporto evidenzia il sostegno alla ricostruzione economica: gli avvisi pubblici gestiti dall’USR Umbria hanno finanziato imprese turistiche, pubblici esercizi, commercio, artigianato e agriturismi. Strumenti come NextAppennino si affiancano agli investimenti infrastrutturali in una logica di sviluppo integrato dell’Appennino centrale.

Redazione

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