Sbalzi d’umore, isolamento e aggressività: gli adulti “tracciano” i figli sulle dipendenze

Comunità Incontro Ets presenta il bilancio di due anni di prevenzione nelle scuole ternane

A Terni e provincia, dal 2024 al 2026, la Comunità Incontro Ets di Amelia ha condotto “Meet me Up“, un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Politiche contro la droga e le altre dipendenze, con l’obiettivo di contrastare le dipendenze negli adolescenti attraverso l’identificazione precoce dei segnali di disagio. L’iniziativa ha coinvolto istituti scolastici superiori del territorio, famiglie e un’équipe multidisciplinare della struttura terapeutica amerina, impegnati insieme in campagne di informazione e prevenzione rivolte a studenti, genitori e docenti.

Il progetto ha ruotato attorno a una piattaforma web (meetmeup.it) capace di valutare le competenze di adulti e famiglie di fronte ai rischi di dipendenza, sia da sostanze sia comportamentali, traducendo i dati raccolti in percorsi virtuali, guide scaricabili e un gioco digitale di edutainment.

I numeri della piattaforma

Nell’arco di 24 mesi, il portale ha registrato un traffico complessivo di 4.950 accessi e 10.145 visualizzazioni di pagina totali, con 1.656 impressioni rilevate tramite Google Search Console. Le risorse pratiche di supporto hanno totalizzato 977 interazioni digitali, suddivise in 355 accessi al gioco interattivo e 622 download delle guide informative in PDF, per un totale complessivo di 1.599 accessi tra guide ed edutainment.

Tra i genitori, la guida più scaricata riguarda il tema dell’adolescenza (83 download), seguita da quelle su alcool (76), sostanze (70), tabacco (62) e media digitali (58). Per il personale scolastico, la risorsa più consultata è la guida sul rapporto con i genitori (72 download), davanti ai vademecum su alcool (54), sostanze (52), tabacco (48) e media digitali (47).

La percezione del rischio tra famiglie e docenti

Un questionario anonimo, compilato da 74 insegnanti e 81 genitori, ha permesso di fotografare come gli adulti riconoscano i campanelli d’allarme legati alle dipendenze. Il 56,8% dei familiari nota sbalzi d’umore nei figli, mentre il 76,5% riscontra cambiamenti nelle relazioni familiari, come isolamento o aggressività. Sul fronte scolastico, il 71,6% dei docenti rileva un calo nel rendimento e il 79,7% osserva modifiche comportamentali come disattenzione e impulsività; il 77% nota mutamenti nelle relazioni sociali dei ragazzi, percezione condivisa dal 75,3% dei familiari rispetto a sport, hobby e studio.

Sul tema del tabacco, l’uso di svapo ed e-cig è considerato dannoso dal 79,7% dei docenti e dall’88,9% dei genitori, mentre il fumo passivo al chiuso preoccupa il 74,3% del personale scolastico e il 95,1% delle famiglie. Fumare 2-3 sigarette a settimana è invece sottovalutato da parte della scuola, ritenuto rischioso solo dal 56,8% dei docenti contro il 77,8% dei genitori.

Sul fronte dell’alcol emergono le discrepanze più marcate: il consumo saltuario è ritenuto dannoso dal 62,2% degli insegnanti ma solo dal 48,1% dei genitori, con il 44,4% delle famiglie in disaccordo sulla pericolosità di un uso sporadico. La percezione cresce con 2-3 drink a settimana (66,2% docenti, 90,1% genitori) fino quasi all’unanimità per l’abuso in occasione di feste ed eventi (90,5% docenti, 98,8% genitori).

Per le sostanze stupefacenti, la tolleranza si azzera: l’uso sporadico di marijuana o hashish è considerato dannoso dall’89,2% dei docenti e dall’88,9% dei genitori, mentre cocaina e amfetamine raggiungono livelli di allarme quasi assoluti, con il 95,9% tra gli insegnanti e il 100% tra i genitori.

Dipendenze digitali e comportamentali

Anche il mondo online è oggetto di attenzione: l’uso prolungato di social network oltre le due ore al giorno preoccupa il 73% dei docenti e il 71,6% dei genitori, mentre per i videogiochi le percentuali salgono rispettivamente al 73% e al 79%. L’accesso a scommesse e poker online è la minaccia più riconosciuta, segnalata dall’85,1% del personale scolastico e dal 96,3% delle famiglie.

I dati raccolti attraverso “Meet me Up” serviranno ad aggiornare i contenuti della piattaforma, ampliare gli scenari del gioco di edutainment e calibrare futuri interventi di prevenzione sul territorio. A due anni dall’avvio, il progetto della Comunità Incontro di Amelia si candida a diventare un modello esportabile a livello nazionale.

Redazione

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