Delibera Anac su stadio-clinica, Pd e M5S: “Bandecchi ora si dimetta”

Posizione dei gruppi di palazzo Spada: "Non si tocchi lo stadio prima di urgenti verifiche"

La bocciatura da parte dell’Anac del progetto stadio-clinica conferma le tante criticità del progetto stesso. Dunque, il sindaco Stefano Bandeccchi e l’amministrazione comunale facciano un passo indietro e si dimettano. Intanto, però, proceda a verificare urgentemente il piano economico e finanziario, ad accertare che la concessione dello stadio Liberati a Stadium possa proseguire, a controllare i requisiti di Stadium prima dell’asta del 17 novembre per riassegnarne le quote e appurare eventuali rischi per il bilancio comunale. Inoltre, non si tocchi più il Liberati prima di una verifica di legittimità e sostenibilità di eventuali intervento. Arriva anche la presa di posizione dei gruppi di opposizione in Consiglio comunale del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle, i cui consiglieri tornano a rimarcare le falle del progetto ora bocciato anche da Anac.

Fine della propaganda

Secondo Pd e M5S, non si è di fronte a un dettaglio procedurale, ma alla vera e propria stroncatura dell’impianto. “Le opposizioni di centrosinistra – dicono  – avevano indicato per tempo tutti i principali punti critici: l’assenza di certezze sulla clinica e sul convenzionamento dei posti letto; i rischi economici per il Comune; la mancata chiarezza sui vantaggi attribuiti al privato; la necessità di tutelare il patrimonio pubblico; i possibili profili di conflitto tra il ruolo istituzionale del sindaco e gli interessi delle società riconducibili alla sua sfera imprenditoriale. Abbiamo votato contro l’atto che chiedeva di proseguire lungo questa strada. Abbiamo presentato interrogazioni. Abbiamo chiesto la sospensione degli effetti della convenzione e il coinvolgimento degli organi di controllo. Abbiamo ricordato che una clinica non ancora realizzata, non ancora accreditata e priva di un convenzionamento certo non poteva essere utilizzata come garanzia economica per finanziare il nuovo stadio“. Non si vuole, con questo, osteggiare la riqualificazione dello stadio di Terni, ma si chiede che la cosa si faccia secondo procedure a norma. “Non eravamo contrari allo stadio – si afferma – e non lo siamo oggi. Eravamo contrari a utilizzare il legittimo desiderio dei ternani di avere un nuovo Liberati per giustificare un’operazione amministrativamente fragile, economicamente rischiosa e segnata da una grave sovrapposizione tra interessi pubblici e privati. Il sindaco non può ora cavarsela cercando un nuovo nemico o trasformando anche la delibera dell’Anac in una guerra contro Terni“. Secondo Dem e pentastellati, la delibera di Anac, ora, chiude il tempo della propaganda e apre quello della verità, della trasparenza e delle responsabilità politiche. “A partire da quelle del sindaco – dicono – che dovrebbe dimettersi senza aspettare la nostra mozione di sfiducia. Terni merita un nuovo stadio, ma lo merita attraverso una procedura legittima, trasparente e sostenibile. Merita una sanità pubblica rafforzata, a partire dal nuovo ospedale, senza subordinare la programmazione sanitaria agli equilibri economici di un investimento privato“.

Interrogazione congiunta

Per questo, Pd e M5S annunciano che presenteranno a breve una nuova interrogazione congiunta per chiedere all’amministrazione Bandecchi di compiere subito cinque verifiche, cioè accertare se la concessione possa legittimamente proseguire, acquisire un piano economico e finanziario aggiornato verificato da soggetti indipendenti, controllare i requisiti economici e finanziari di Stadium in vista dell’asta, quantificare i possibili rischi per il bilancio e il patrimonio comunale e riferire urgentemente il tutto al Consiglio comunale. “Chiederemo inoltre che, fino al chiarimento di queste questioni, non vengano assunti nuovi impegni o avviati interventi irreversibili sullo stadio senza una verifica documentata della loro legittimità e sostenibilità. Se emergesse che i presupposti per proseguire legittimamente non esistono, il Comune dovrà assumersi la responsabilità di attivare gli strumenti previsti dalla legge per tutelare il Liberati e riportarne la gestione sotto il controllo pubblico, revocando la concessione in autotutela“.

Redazione

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