Il parere contrario dell’Anac sull’operazione stadio-clinica, che boccia di fatto il Pef e giudica anche non legittimi la convenzione con Stadium e l’affidamento dello stadio tramite trattativa privata bypassando la gara a evidenza pubblica, suscita già delle reazioni. E, inevitabilmente sono reazioni politiche, arrivate da chi coglie la palla al balzo per tornare a chiedere la testa di Stefano Bandecchi come sindaco di Terni. In prevalenza dal centrosinistra, la parte da sempre più ostile al progetto sostenuto dallo stesso Bandecchi e da Unicusano. E adesso, si utilizza questo parere dell’Anac come pretesto (politico, si intende) per tornare anche ad auspicare che vada in porto la sfiducia allo stesso primo cittadino (ad oggi senza più una maggioranza in Consiglio comunale) e che si vada presto a nuove elezioni.
Dal Tar all’Anac
Sui registra, intanto, la posizione congiunta dei soggetti politici del Patto Avanti Umbria. “Avevamo ragione – dicono – a contestare l’operazione stadio-clinica e ha fatto bene la Regione Umbria a impugnare gli atti del Comune. La delibera Anac conferma la gravità delle criticità. Parliamo di affidamento diretto illegittimo, convenzione compromessa dall’annullamento dell’atto presupposto, piano economico-finanziario incompleto e inattendibile, assenza della matrice dei rischi e benefici economici riconosciuti al privato non quantificati. Avevamo denunciato queste contraddizioni e oggi troviamo nelle valutazioni dell’Autorità una conferma puntuale“. Si parla, dunque, di fallimento politico e amministrativo dell’amministrazione comunale Bandecchi ormai “evidente oltre ogni limite“. Da qui l’auspicio che il Comune volti pagina quanto prima: “Terni non può continuare a pagare il prezzo di questa situazione. E’ arrivato il momento di restituire la parola ai cittadini e tornare al voto. Noi vogliamo voltare pagina e lavorare a una prospettiva diversa, con un nuovo ospedale pubblico per Terni, moderno e all’altezza dei bisogni dei cittadini“.
Impianto demolito
Si aggiunge anche la posizione di Sinistra Italiana, molto simile e sempre incentrata sulle criticità del progetto stadio-clinica ora ravvisate anche dall’Anac. Anche in questo caso, rimarcando come fosse stata da tempo affermata una cosa di questo tipo: “Il procedimento amministrativo è stato permanentemente viziato da forzature ed interpretazioni creative delle norme. Il Tar dell’Umbria nel marzo scorso aveva già demolito tutto l’impianto degli atti costruito dal Comune di Terni. Ora l’Anac aggiunge una sovrabbondante quantità di contestazioni e rilievi, tali da mettere in discussione radicalmente tutta l’impalcatura istruttoria“. Si parla senza mezzi termini di “arroganza“, che non deve sostituire le regole, così come il ricoprire incarichi istituzionali di primo piano non impedisce che il sistema dei controlli faccia il proprio lavoro. “Basta strumentalizzare il tifo calcistico. Basta con progetti in cui il rischio d’impresa è messo a carico dei fondi pubblici, a maggior ragione se si tratta del Fondo sanitario regionale. Basta con la sovrapposizione tra ruoli istituzionali e interessi privati. La salute non è una merce. La legalità è indispensabile, ma non esaurisce la scelta politica“. Da Sinistra Italiana, anche il rilancio della sanità pubblica e l’auspicio che tutta la sanità privata umbra convenzionata venga sottoposta a un’attenta revisione. Quindi, l’invito a Bandecchi e alla sua giunta comunale a farsi da parte: “Una amministrazione inconcludente e dannosa, giunta al capolinea, ha incassato l’ennesimo altolà. Riconosca, in un sussulto di dignità, che non era all’altezza del compito“.
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