Dopo mesi di trattative infruttuose con Randstad, le organizzazioni sindacali Felsa Cisl Umbria, Nidil Cgil Terni e Uiltemp Uil Umbria annunciano ufficialmente la sospensione del dialogo con l’agenzia per il lavoro. Il motivo? L’assenza di risposte concrete sulle numerose criticità segnalate in merito ai lavoratori somministrati presso lo stabilimento Eskigel di Terni.
Contratti sempre più precari e mancato rispetto degli accordi
I sindacati denunciano una gestione contrattuale che continua a generare tensioni tra i dipendenti. “Da tempo – spiegano le sigle – cerchiamo di trovare un punto d’incontro con l’agenzia interinale per risolvere questioni fondamentali legate alla stabilità lavorativa. L’azienda utilizzatrice, che opera su base stagionale, impiega i lavoratori somministrati con estrema flessibilità, non rispettando gli accordi sottoscritti. Questi prevedono contratti di almeno 15 giorni, ma continuiamo a constatare il ricorso a impieghi di durata significativamente inferiore“.
Disparità di trattamento e condizioni di lavoro peggiorative
Oltre alla precarietà contrattuale, le organizzazioni sindacali sollevano il problema delle disuguaglianze nel trattamento economico e normativo tra lavoratori diretti e somministrati. “Abbiamo chiesto più volte che venga garantita parità di trattamento tra i dipendenti che svolgono le stesse mansioni ma sono inquadrati in modo diverso”.
Ad alimentare il malcontento c’è anche la modifica degli orari di lavoro. All’inizio della stagione, ai somministrati a tempo indeterminato assunti da Randstad presso Eskigel è stato recapitato un nuovo documento che introduce cambiamenti significativi nella distribuzione dell’orario. Se prima i contratti prevedevano 44 settimane di lavoro tra gennaio e ottobre, ora l’arco temporale si estende all’intero anno senza una chiara definizione dei periodi di attività e inattività.
Fuga di professionalità e rischio per la produzione
Secondo i sindacati, queste modifiche penalizzano in particolare quei lavoratori che ormai rappresentano una colonna portante della produzione Eskigel, spesso responsabili della gestione di intere linee produttive e reparti. “Questi lavoratori, pur essendo essenziali per la continuità dell’azienda, rimangono sottoinquadrati e sottopagati da anni, permettendo a Eskigel di continuare a produrre e registrare utili significativi”.
L’appello finale: stop alle disparità, rispetto degli accordi
Le sigle sindacali, raccogliendo il mandato dell’assemblea dei lavoratori, hanno chiesto formalmente a Randstad di revocare le modifiche agli orari di lavoro, poiché l’unico effetto evidente è l’esodo di figure professionali qualificate verso altre realtà lavorative. “Questo svuotamento progressivo di competenze rischia di compromettere seriamente l’andamento produttivo dell’azienda. Chiediamo il rispetto degli accordi sottoscritti, della parità di trattamento e della dignità dei lavoratori“.
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