La Regione Umbria celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lanciando un forte messaggio di responsabilità collettiva. Il 25 novembre, simbolo di lotta contro la violenza di genere, non è solo una giornata commemorativa, ma un momento di impegno concreto, con l’obiettivo primario di educare e sensibilizzare, per promuovere un cambiamento culturale duraturo.
Il 25 ottobre scorso, la Regione ha avviato la campagna regionale “Umbria contro ogni genere di violenza”, che si concluderà proprio domani, 25 novembre. Un mese ricco di iniziative e adesioni, con oltre 50 enti tra istituzioni, ordini professionali e associazioni che hanno promosso 127 eventi su tutto il territorio regionale (a Terni quello con ospite Gino Cecchettin, padre di Giulia uccisa dal fidanzato Filippo Turetta). Queste attività hanno coinvolto scuole, forze dell’ordine, operatori sanitari e cittadini, con un focus particolare sulla violenza di genere, con 35 iniziative programmate per sensibilizzare la comunità e contrastare la violenza sulle donne. La Procura ha fornito in questo senso dati allarmanti, con oltre 1300 fascicoli aperti in Umbria nel 2024 e i casi raddoppiati nel ternano.
Il settore sanitario (USL Umbria 1 e 2, Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni) e il settore dell’istruzione sono stati particolarmente attivi, contribuendo con oltre 40 iniziative il settore sanitario e 20 iniziative nel campo dell’istruzione. Le attività hanno incluso giornate di approfondimento, incontri pubblici, attività formative e installazioni artistiche, per promuovere il rispetto e la prevenzione, coinvolgendo attivamente la cittadinanza.
Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria, ha sottolineato l’importanza di rinnovare l’impegno quotidiano nella lotta contro la violenza di genere: “La violenza contro le donne è una delle più gravi violazioni dei diritti umani. Il femminicidio del 5 gennaio di quest’anno, che ha colpito una giovane operatrice sanitaria a Gaifana, ha segnato profondamente la nostra comunità e ci ha spinto ad accelerare il nostro lavoro”. Proietti ha poi rimarcato l’importanza di un approccio strutturato, fondato su prevenzione, formazione, assistenza e un grande investimento culturale. A Marzo, poi c’è stato un secondo femminicidio, stavolta a Spoleto.
Anche Simona Meloni, assessora regionale alle Pari Opportunità, ha rinnovato l’impegno della Regione, evidenziando i numeri drammatici legati alla violenza di genere: “Settantasette femminicidi, sessantotto tentati, e un numero incalcolabile di violenze non denunciate… Basta questo per capire che c’è un grande lavoro da fare per smantellare una cultura che oggettifica le donne”. Meloni ha parlato anche dell’iniziativa presso la sede Afor di Perugia, che ha intrapreso un percorso per ottenere la certificazione sulla parità di genere, un passo fondamentale per garantire indipendenza economica e pari opportunità alle donne.
Durante la Giornata internazionale, Meloni inaugurerà anche una panchina rossa presso la sede Afor, simbolo universale contro la violenza di genere e il femminicidio. Nel pomeriggio, sarà a Castiglione del Lago per partecipare a un’iniziativa organizzata da “Diversi & Uguali”, un tavolo permanente sui diritti, che porta avanti con le scuole locali azioni di sensibilizzazione e interventi per la parità di genere.
La direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, ha evidenziato la necessità di un approccio multidimensionale e coordinato per affrontare la violenza di genere: “La violenza è un’epidemia silenziosa che richiede competenze, coordinamento e dati. Per questo motivo abbiamo attivato undici tavoli permanenti e un sistema di monitoraggio che guideranno le politiche future”.
La Regione Umbria conferma così l’impegno per un cambiamento culturale profondo, rafforzando le politiche di prevenzione, educazione e sensibilizzazione per eliminare la violenza contro le donne e garantire una società più giusta e paritaria.
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