Accusato di aver dato fuoco alla casa della ex ma viene assolto: solo denuncia per minacce

Un quarantenne dominicano condannato a dieci mesi di reclusione per stalking e lesioni, ma assolto dall’accusa di incendio verso l’ex convivente, al termine di un processo a Terni.

Un quarantenne dominicano, residente a Terni da molti anni, accusato di aver dato fuoco alla ex convivente e di averla minacciata più volte, ha trascorso quasi un anno agli arresti domiciliari. Il caso è giunto a conclusione con una sentenza emessa dal giudice Francesco Maria Vincenzoni. Dopo una serie di udienze e la produzione di prove da parte del difensore dell’imputato, avvocato Giuseppe Sforza, il tribunale di Terni ha emesso la sua decisione. Ne dà notizia Il Messaggero.

Il giudice ha condannato il quarantenne a dieci mesi di reclusione, ma ha derubricato il reato di stalking in minaccia, mentre lo ha assolto con formula piena dall’accusa più grave, quella di aver dato fuoco alla sua ex compagna, con la quale ha due figli. Questo episodio, che risale al 10 novembre 2024, aveva dato il via alle indagini della procura ternana.

Il caso dell’incendio e le accuse di stalking

Il 10 novembre 2024, scattò l’allarme per un incendio all’interno di un appartamento in via Primo Maggio a Terni. La donna, durante un periodo di crisi della coppia, riportò gravi ustioni alla schiena e fu subito soccorsa dal personale del 118, per poi essere ricoverata in ospedale in condizioni serie. La donna accusò l’ex compagno, e successivamente presentò una dettagliata denuncia.

A seguito di questa denuncia, il quarantenne dominicano fu arrestato il 31 dicembre 2024 con l’accusa di stalking e lesioni. Durante le indagini, furono presentate altre due denunce per minacce dalla donna, rafforzando ulteriormente le accuse contro l’imputato. Nonostante il rischio di una condanna più pesante, l’imputato ha sempre negato le accuse di incendio, sostenendo che l’incendio non fosse stato causato da lui.

Nel corso delle udienze, è emersa una dinamica complessa tra i due ex conviventi, con la donna che ha riferito di essere stata perseguitata dall’ex compagno, mentre l’uomo, con prove alla mano, ha dichiarato di essere stato più volte costretto a fuggire per evitare incontri con la donna che lo cercava per cercare di riavvicinarsi.

Dopo l’arresto, l’uomo ha trascorso quasi un anno agli arresti domiciliari. La misura cautelare è stata inizialmente alleggerita, ma poi ripristinata nel mese di luglio a seguito di un altro episodio, in cui l’imputato è stato accusato di violazione del divieto di avvicinamento alla ex convivente.

In aula, l’avvocato difensore, Giuseppe Sforza, ha insistito sull’estraneità del suo assistito riguardo l’incendio, sostenendo che non ci fosse alcuna prova che il suo cliente fosse coinvolto nell’episodio che ha portato la donna ad essere ustionata. Inoltre, l’imputato è stato chiamato a versare un modesto risarcimento alla donna, che si è costituita parte civile nel processo.

Redazione

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