A poco più di un mese dall’attivazione del nuovo autovelox installato nel territorio comunale di San Gemini, nei pressi del confine con Terni, emergono i primi dati ufficiali sul numero delle sanzioni elevate agli automobilisti. Secondo quanto reso noto dal consigliere comunale del Movimento cinque stelle Diego Diomedi, al 6 maggio le infrazioni registrate sono state 3097 in appena 37 giorni di attività, con una media di circa 83 multe al giorno.
Il dispositivo di rilevamento elettronico della velocità, collocato nella zona di Acquavogliera, continua a far discutere cittadini e amministrazione locale. Il tema centrale del dibattito riguarda non soltanto il numero elevato delle sanzioni, ma anche le conseguenze indirette sulla viabilità e sulla sicurezza urbana. I dati sono stati raccolti attraverso un accesso agli atti effettuato dallo stesso consigliere comunale, che ha anche ascoltato le segnalazioni di residenti e automobilisti.
Secondo Diego Diomedi, l’elevato numero di verbali “dimostra un impatto forte sui cittadini”, ma non rappresenterebbe necessariamente un miglioramento concreto della sicurezza stradale nel tratto considerato più delicato della carreggiata. Il consigliere sottolinea infatti che molti automobilisti, nel tentativo di evitare il controllo elettronico, starebbero modificando i propri percorsi abituali.
Una delle principali criticità evidenziate riguarda l’aumento del traffico nelle zone residenziali di Acquavogliera e Solfonare, aree caratterizzate dalla presenza di abitazioni, spazi frequentati da famiglie e bambini e una significativa circolazione pedonale. In particolare, viene citata la presenza di un campetto da calcio e di strade più strette rispetto all’arteria principale.
Secondo quanto riferito dal consigliere del Movimento cinque stelle, il risultato sarebbe uno spostamento dei flussi di traffico dalla strada principale, definita sostanzialmente priva di abitazioni, verso vie interne del centro abitato. Un cambiamento che, sempre secondo Diomedi, potrebbe comportare un aumento dei rischi per residenti, anziani e pedoni.
“Di fatto, si sta assistendo a un trasferimento del traffico da una strada sostanzialmente priva di abitazioni a una via interna al centro abitato, caratterizzata da un’alta densità abitativa”, ha spiegato il consigliere comunale, evidenziando come la situazione stia trasformando una zona destinata alla vita quotidiana dei residenti in una strada di attraversamento.
Nel suo intervento pubblico, Diomedi invita inoltre a una riflessione più ampia sulle politiche legate alla sicurezza stradale e alla gestione della mobilità urbana. L’attenzione, secondo il consigliere, dovrebbe concentrarsi non soltanto sull’attività sanzionatoria ma anche sugli effetti complessivi prodotti dai provvedimenti adottati sul territorio.
Tra gli aspetti messi in discussione figura anche il limite di velocità previsto nel tratto interessato dall’autovelox. Secondo il rappresentante del M5S, il limite fissato a 50 chilometri orari apparirebbe “particolarmente restrittivo” rispetto alle caratteristiche della strada.
Per questo motivo, vengono avanzate alcune possibili alternative. Tra le ipotesi suggerite compare una revisione del limite di velocità, ma soprattutto lo spostamento del dispositivo elettronico in un punto ritenuto più sensibile dal punto di vista della sicurezza stradale, ovvero in prossimità dell’incrocio considerato realmente pericoloso.
“Più che limitarsi a sanzionare, si potrebbe ragionare su soluzioni più efficaci”, ha dichiarato Diomedi, indicando la necessità di valutare interventi capaci di coniugare prevenzione, sicurezza e tutela della qualità della vita nelle aree residenziali.
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