Assistere a lezioni di compatibilità politica, in Consiglio comunale, è uno “spettacolo singolare e a tratti malinconico“. Risponde così Guido Verdecchia, consigliere comunale, pronto a entrare in Forza Italia, dopo le dichiarazioni di Francesco Maria Ferranti, capogruppo proprio del movimento forzista. Proprio lui aveva infatti detto che si sarebbe riservato di valutare “la compatibilità con il nostro elettorato“ riguardo all’ingresso di Verdecchia nel partito fondato da Silvio Berlusconi.
“La politica è altro”
Secondo Verdecchia, la politica deve occuparsi delle vere priorità di Terni, senza essere “il teatrino delle vanità personali“. Poi spiega: “C’è un divario incolmabile tra chi scambia il mandato elettorale per uno specchio in cui ammirare il proprio riflesso e chi, al contrario, lo vive come un dovere civico rigoroso“. Lancia uno strale su Ferranti: “Parliamo di chi, pur di assecondare la propria fame di poltrone, ha scelto la comoda scorciatoia di un incarico fiduciario in Provincia, elargito da quello stesso sindaco a cui, a giorni alterni, dice di fare opposizione in Comune. Barattare la coerenza del proprio partito fino a farsi sospendere, per poi ergersi a inflessibile guardiano dei confini consiliari, è un esercizio di schizofrenia istituzionale che si commenta da solo“. Verdecchia chiede attenzione concreta verso la città di Terni. “Fuori dai palazzi – dice – c’è una Terni reale che aspetta risposte, schiacciata da problemi che le attuali giunte, quella Bandecchi in Comune e quella Proietti in Regione, non stanno risolvendo. Per come intendo io questo ruolo, fare politica significa piantare i piedi in queste emergenze, dalla difesa del nostro tessuto sociale e imprenditoriale fino alla vitale partita dei collegamenti per strappare Terni al suo isolamento. Non certo passare le giornate a compulsare i regolamenti o a scrivere comunicati per difendere il proprio microscopico feudo di potere“. Riguardo alla sua investitura in Forza Italia, spiega: “E’ un fatto politico sancito ai massimi livelli nazionali. Il mandato per rappresentare i valori azzurri è già operativo, perché la politica si fa tra la gente, non sgomitando per il posto a capotavola. La vera sfida per la nostra città richiede autorevolezza, visione e schiena dritta. A chi preferisce vivere di vanagloria e di titoli fiduciari, lasciamo volentieri l’illusione di essere al centro della scena. Noi, nel frattempo, ci occupiamo di Terni“.
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