La vicenda stadio-clinica torna a Palazzo Spada, sede del consiglio comunale di Terni, con due atti presentati a settembre 2026 che dell’intera partita offrono letture opposte. Il primo è un’interrogazione dei gruppi Pd e Movimento 5 Stelle a sindaco e giunta, incentrata sulla tenuta della convenzione con Stadium S.p.A., la società concessionaria dello stadio Libero Liberati. Il secondo è un atto di indirizzo di Claudio Batini, consigliere di Alternativa Popolare, che guarda alla Regione Umbria e ai danni che ritiene siano stati causati alla città dallo stallo del progetto.
Il quadro ricostruito da Pd e M5S
Gli interroganti riavvolgono il nastro. L’8 luglio 2025 e il 12 gennaio 2026 i due gruppi avevano già presentato interrogazioni sul rapporto tra Ternana Calcio, Ternana Women, Stadium e Comune. Il 1° agosto 2025 era stata firmata la convenzione per riqualificazione e gestione dell’impianto. Il 24 marzo 2026 è arrivata la sentenza del Tar Umbria che, dando ragione alla Regione, ha annullato la determina dirigenziale del 23 luglio 2025.
Il 13 aprile l’assessore competente aveva parlato in aula di una valutazione legale ancora in corso. A luglio ha poi sostenuto che il piano economico-finanziario della concessione sia sostenibile e che la cessione del ramo d’azienda della clinica garantisca 14 milioni di euro di equity. Nel frattempo il Comune ha rinunciato a ricorrere al Consiglio di Stato, contro le prime dichiarazioni del sindaco, e ha aperto un nuovo percorso amministrativo sulla compatibilità della struttura sanitaria con la programmazione regionale.
I 14 milioni e i conti di Stadium
Il punto più delicato è la somma legata alla clinica: 14 milioni più interessi, da incassare in dieci rate annuali. Secondo i firmatari, non sono noti il contratto, le condizioni che potrebbero sospenderlo o scioglierlo, le garanzie e il legame tra i pagamenti e accreditamento, convenzionamento e posti letto con il servizio sanitario regionale.
Sul fronte dei conti, Stadium è nata nel maggio 2025 con un capitale di 6 milioni e ha chiuso il primo esercizio con una perdita di 2.019.969 euro e una svalutazione dell’avviamento di 880.256 euro. Il ramo d’azienda conferito era stato stimato circa 7,5 milioni.
L’asta del 17 novembre
Sullo sfondo c’è la liquidazione giudiziale di Ternana Calcio, chiesta da alcuni creditori e tale da bloccare la liquidazione volontaria già avviata dalla proprietà. Per il 17 novembre 2026 è fissata la vendita in blocco del 100% delle azioni di Stadium, valutate 1,2 milioni di euro, insieme all’azione giudiziale sul passaggio del ramo femminile da Ternana Calcio a Ternana Women, avvenuto il 24 luglio 2023. Quell’operazione comprendeva anche terreni legati alla clinica. Dalla relazione del Collegio sindacale emerge che il precedente Collegio aveva ipotizzato, su quel trasferimento, una “distrazione di valore per circa un milione di euro a danno della società Ternana Calcio”.
Le domande alla giunta
Il documento chiede se la valutazione legale sia conclusa e su quali basi il Comune consideri ancora valida la convenzione. Domanda inoltre se l’ente abbia acquisito il bilancio 2025, il test di svalutazione dell’11 giugno 2026 e la perizia sul valore di Stadium, e quali verifiche abbia fatto sulla solidità del concessionario. Chiede come verranno controllati i requisiti del futuro acquirente e a quali condizioni potrebbe proseguire la concessione.
Sono richieste anche la nota della Curatela citata dall’assessore Anibaldi e il fascicolo aperto presso l’Anac, con atti trasmessi e stato del procedimento. Gli interroganti vogliono sapere chi gestisca oggi manutenzione e sicurezza dello stadio, quali interventi abbia fatto Stadium e a che costo, e con quale accordo la Nuova Ternana usi l’impianto e a quale canone.
Un capitolo riguarda i possibili conflitti di interesse: il doppio ruolo di amministratore unico di Stadium e direttore generale della Nuova Ternana, e la posizione del sindaco Stefano Bandecchi rispetto alla società sportiva, anche alla luce del parere del Ministero dell’Interno dell’agosto 2023. Si chiedono risposta scritta e orale e la consegna di tutti gli atti citati.
La linea di Batini: via libera regionale e richiesta di danni
L’atto di Batini muove da un presupposto diverso. A settembre 2026, secondo il testo, perfezionata la rinuncia ai contenziosi davanti al Consiglio di Stato, la Regione avrebbe concluso i propri adempimenti dando il via libera al permesso di costruire. Per il consigliere, questo dimostrerebbe che l’intervento aveva fin dall’inizio i requisiti di fattibilità e interesse pubblico, e che anni di dinieghi e contenziosi regionali siano stati una condotta dilatoria.
Il documento parla di un “gravissimo danno patrimoniale, sanitario e di opportunità” per la comunità ternana, che avrebbe contribuito ad alterare l’equilibrio economico dell’iniziativa fino alla liquidazione giudiziale e all’asta delle quote.
Batini chiede di impegnare sindaco e giunta a:
- valutare iniziative per accelerare la cantierizzazione dell’opera, esigendo il rispetto degli accordi sul convenzionamento sanitario;
- dare mandato agli uffici tecnici e legali di verificare i presupposti per azioni risarcitorie contro la Regione Umbria;
- valutare la fattibilità di destinare eventuali somme recuperate direttamente ai cittadini, con criteri e procedure pubbliche da definire.
Tutto questo in un giorno nel quale si è tornati a parlare dei progetti collegati alla Ternana, col sindaco Bandecchi che annuncia azioni legali contro la curatela per la vicenda della cessione del ramo d’azienda della Ternana Women.
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Batini Batini…
Vuoi fare l’ ultras di Bandecchi ed andrai a fondo insieme al tuo capo…
Politicamente parlando ovviamente.
Ancora non si iniziano i lavori??