Centro islamico in viale Brin, FI: “Serve piano organico per l’integrazione”

ANTONIO DE ANGELIS SEGRET. COMUNALE FORZA ITALIA

Il segretario comunale Antonio De Angelis interviene sulla presenza delle comunità straniere nei quartieri e chiede al Comune un approfondimento sul nuovo centro islamico previsto nell’area di viale Brin.

Forza Italia Terni chiede all’Amministrazione comunale di elaborare un piano organico dedicato all’integrazione delle comunità straniere, partendo dalla distribuzione della popolazione nei diversi quartieri e dalla collocazione di servizi e luoghi di aggregazione. A sollevare la questione è il segretario comunale Antonio De Angelis, che indica in particolare la situazione di viale Brin e chiede un approfondimento sulla prevista realizzazione di un nuovo centro islamico nella zona. L’obiettivo dichiarato dal partito è favorire una maggiore coesione tra le diverse comunità presenti sul territorio.

De Angelis interviene sulla situazione di viale Brin

Al centro dell’intervento di Forza Italia c’è il tema della concentrazione della popolazione straniera in determinate aree della città. Una situazione che, secondo il segretario comunale del partito, dovrebbe essere affrontata attraverso una programmazione urbanistica e sociale complessiva.

“Il tema dell’integrazione delle comunità straniere presenti a Terni è una priorità che Forza Italia intende porre con decisione all’attenzione dell’Amministrazione comunale”, afferma De Angelis.

Il segretario cita viale Brin come esempio di un quartiere nel quale, secondo la sua valutazione, la presenza della popolazione straniera avrebbe raggiunto livelli particolarmente elevati.

Per Forza Italia, concentrazioni territoriali di questo tipo, qualora non accompagnate da adeguate politiche pubbliche, potrebbero ridurre le occasioni di incontro e favorire la formazione di comunità che condividono gli stessi spazi urbani senza sviluppare sufficienti relazioni reciproche.

Nuovo centro islamico, Forza Italia chiede un approfondimento

La questione viene collegata anche alla notizia della prossima realizzazione di un nuovo e più grande centro islamico nei pressi di viale Brin.

Su questo punto De Angelis precisa la posizione del partito, distinguendo la richiesta di approfondimento dalla libertà delle comunità religiose.

“Non è, questa, una critica alle comunità straniere né tantomeno una posizione contro alcuna fede religiosa”, sottolinea il segretario comunale.

Forza Italia ribadisce infatti il proprio riferimento alla libertà religiosa garantita dalla Costituzione e al diritto delle diverse comunità di esprimere la propria identità culturale e spirituale.

La questione posta dal partito riguarda invece le scelte dell’amministrazione pubblica e la necessità, secondo De Angelis, di valutare la collocazione territoriale di servizi e strutture tenendo conto delle caratteristiche sociali dei diversi quartieri.

La proposta di un piano comunale per l’integrazione

Forza Italia Terni propone quindi al Comune di predisporre un piano organico per l’integrazione, attraverso una serie di strumenti che consentano di conoscere in maniera più dettagliata la composizione sociale della città.

Tra le richieste figura innanzitutto una mappatura della distribuzione della popolazione straniera nei quartieri ternani. Il partito propone inoltre di valutare l’impatto urbanistico e sociale derivante dall’apertura di nuovi servizi e insediamenti.

Un altro punto riguarda le politiche abitative e sociali, che secondo Forza Italia dovrebbero contribuire a evitare la formazione di zone caratterizzate da una concentrazione particolarmente elevata di una singola comunità.

La proposta comprende infine il potenziamento delle iniziative capaci di creare occasioni di incontro tra cittadini italiani e cittadini stranieri, indipendentemente dalla provenienza e dalla fede religiosa.

“Una città che integra davvero”

Nell’intervento di De Angelis trova spazio anche una riflessione sul modello di integrazione che il partito vorrebbe promuovere a Terni.

“Una città che integra davvero è una città in cui nessun quartiere diventa, di fatto, il quartiere di una sola comunità”, sostiene il segretario comunale di Forza Italia.

Secondo la posizione espressa dal partito, l’integrazione dovrebbe quindi essere accompagnata da una distribuzione equilibrata di residenze, scuole, centri sociali, luoghi di culto e altri servizi di quartiere, nell’ambito delle competenze e degli strumenti di pianificazione dell’amministrazione.

“È nell’interesse di tutti — cittadini ternani e nuovi cittadini — costruire una convivenza pacifica e realmente condivisa, non semplicemente giustapposta”, aggiunge De Angelis.

Forza Italia Terni annuncia quindi che continuerà a seguire la questione, chiedendo all’Amministrazione comunale un confronto sulle politiche di integrazione e sulle trasformazioni sociali dei diversi quartieri cittadini

Redazione

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1 mese fa

Speriamo che Bandecchi non cade in questa cosa

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1 mese fa

E certo come no

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1 mese fa

Mi sembra una bella cosa! Fintanto che ci sarà libertà di pensiero, espressione, culto, l’Italia sarà un paese civile.

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1 mese fa

Diamogli direttamente le chiavi della città.
Tanto se le stanno prendendo da soli.
Ancora non si vuole capire che quella islamica è un invasione dichiarata e preannunciata!

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1 mese fa

Ve centro io…

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1 mese fa

Serve che la smettiate di “allisciarvi” queste iene per voti e soldi. Quel centro non è neanche legale e va chiuso. Siamo arrivati di cottura. Se vogliono sentire 6 preghiere al giorno e vedere le Donne “burkizzate” il biglietto del treno lo paghiamo noi.Chi li tollera è complice. Forza Italia certe volte è peggio del Partito Democratico.

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1 mese fa

Ghettizziamo interi quartieri

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1 mese fa

Apriamo una chiesa da loro, predichiamo il cristianesimo…. E parliamo (prima che danno fuoco alla chiesa) di integrazione… non hanno dato retta alla Fallaci 20 anni fa e continuano a curare il loro orticello di voti a discapito di tutti

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1 mese fa

Anche no visto che sono i primi a non volerla .

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1 mese fa

Questi centri non vanno realizzati e vanno vietati in tutta Italia.
Queste comunità non voglio l’integrazione.

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