Il Comune di Terni ha rilasciato a Stadium Spa una nuova autorizzazione per costruire l’edificio destinato ad attività socio-sanitarie e a clinica, nell’ambito del progetto stadio-clinica che lega la riqualificazione dello stadio “Libero Liberati” a una struttura sanitaria privata. Il provvedimento è contenuto nella determina del 23 ottobre, firmata dal dirigente Piero Giorgini, e riguarda una struttura da 122 posti letto. Il passaggio arriva in un contesto molto diverso da quello originario, segnato dal fallimento della Ternana e da un’asta già fissata.
Il percorso autorizzativo dopo lo stop del Tar
Il permesso a costruire chiude una fase amministrativa ripresa dopo che, nella scorsa primavera, il Tar aveva annullato la precedente autorizzazione comunale, bloccando di fatto il progetto. A settembre, dopo il riavvio dell’iter, lo stesso tribunale ha dichiarato cessata la materia del contendere nel confronto tra Regione e Comune.
La determina richiama diversi atti precedenti: la conferenza di servizi conclusa nel novembre 2022, il successivo verbale sulle prescrizioni relative alla clinica e la disponibilità dell’area, garantita dal comodato d’uso concesso da Ternana Women a Stadium Spa.
Il nulla osta della Regione Umbria
A sbloccare la situazione è stato l’assenso espresso dalla Regione Umbria il 10 settembre, dopo la verifica di compatibilità con la normativa sanitaria regionale. Il nulla osta, firmato dalla dirigente regionale Davina Boco, ha certificato la conformità della clinica alla programmazione sanitaria dell’Umbria. Era arrivato dopo la rinuncia del Comune al ricorso davanti al Consiglio di Stato.
Il Comune ha inoltre preso atto della nota del 12 ottobre, con cui Stadium Spa ha confermato la volontà di proseguire l’iter e il permanere delle condizioni tecnico-amministrative, societarie ed economiche necessarie.
Tredici mesi di ritardo e uno scenario cambiato
Il via libera arriva con circa tredici mesi di ritardo rispetto alle attese, dopo una lunga contrapposizione giudiziaria con la Regione. Secondo la ricostruzione alla base della vicenda, il progetto risultava compatibile con la legge Stadi e con le normative di riferimento, ma il contenzioso ha inciso sul calendario dell’operazione.
Nel frattempo è fallita la società calcistica rossoverde e il quadro economico-finanziario in cui si inseriva il progetto non è più quello originario. Il completamento dell’iter amministrativo è quindi un elemento importante, ma non risolve le questioni legate alla disponibilità delle risorse e alla concreta realizzazione dell’intervento.
L’asta per le quote di Stadium Spa
Il prossimo passaggio è l’asta fissata per il 17 novembre dai curatori fallimentari. Riguarda il pacchetto giuridico-societario che comprende le quote di Stadium Spa e l’azione giudiziale sull’area, cioè il diritto sui terreni del progetto. La procedura è in corso sul sito Gobidreal.it, con base d’asta di 7 milioni di euro e offerta minima di 5,25 milioni. Le offerte vanno presentate entro il 16 novembre alle ore 12.00, mentre la gara si terrà il 17 novembre alle ore 15.00.
Chi valuterà l’acquisizione dovrà considerare i titoli edilizi perfezionati e una vicenda giudiziaria ancora aperta. I curatori hanno infatti promosso un’azione revocatoria fallimentare sulla cessione del ramo d’azienda precedente al trasferimento della Ternana a Pharmaguida. La causa vede contrapposti i curatori e Unicusano.
Il ruolo di Unicusano e il contratto da 14 milioni
La posizione dell’ateneo è delicata, perché Unicusano è anche il potenziale acquirente della clinica, in virtù di un contratto preliminare da 14 milioni di euro già sottoscritto. Le risorse derivanti dall’operazione sono considerate fondamentali per consentire a Stadium Spa di attivare le linee di finanziamento destinate allo stadio e alle aree commerciali. L’asta del 17 novembre indicherà chi intende portare avanti materialmente il progetto, mentre prosegue l’iter normativo collegato.
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