Il Comitato Rifiuti Zero e difesa Ambiente nella provincia di Terni. Interviene con una petizione sull’impianto per il trattamento rifiuti urbani, ovvvero oò biodigestore da 130.000 tonnellate annue che dovrebbe sorgere nell’area fra Narni e San Gemini dove attualmente sono presenti aziende agricole ed agriturismi.
La petizione chiede di opporsi alla realizzazione della struttura, che sarà curata da società Biomont S.r.l. di Roma, con la partecipazione di AgriFlor S.r.l. e Geovital service S.r.l. ambedue di Perugia. Il biodigestore era già diventato motivo di scontro politico con gli esponenti della Lega che avevano chiamato in causa l’assessore all’ambiente della città del Gattamelata.
Nel testo della petizione si legge: “Una valutazione dell’associazione I.S.D.E. (medici per l’ambiente), riconosciuta a livello internazionale dall’ONU, OMS e Unione Europea, conclude che l’impianto proposto non è idoneo a gestire in maniera ottimale i rifiuti urbani (FORSU) e i fanghi, e potrebbe invece causare danni all’ambiente e alla salute della popolazione”. Questo giudizio si basa su una relazione inviata alla Regione Umbria, che descrive dettagliatamente i rischi associati alla costruzione e gestione del biodigestore.
La petizione sottolinea l’estrema criticità ambientale della conca ternana, un’area che comprende l’AREA S.I.N. di massimo impatto ambientale e i comuni limitrofi. Secondo il comitato, gli impianti di smaltimento rifiuti attualmente attivi nel territorio sono sufficienti e già problematici per la salute umana e l’ambiente.
Il comitato chiede ai cittadini, associazioni, comitati, forze politiche e sindacali di sottoscrivere la petizione per esprimere una totale opposizione a questo insediamento e a qualsiasi altro impianto produttivo simile. Inoltre, si chiede a tutti i comuni dell’area di modificare i rispettivi Piani Regolatori Generali per impedire l’avvio di attività produttive classificate come industrie insalubri.
La petizione richiede anche l’inserimento negli statuti comunali dell’Art. 9 della Costituzione Italiana, in vigore dal 22 febbraio 2022, che tutela l’ambiente, l’ecosistema e la biodiversità, anche nell’interesse delle future generazioni. “Questo articolo – sottolineano -dovrebbe essere il primo riferimento per tutte le decisioni di competenza comunale”
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