Consultorio, si torna al punto di partenza: Ap e Centrodestra rimandano tutto in commissione

Bocciato dal nuovo asse l'atto del Pd che chiedeva la piena riattivazione della struttura: "La destra, pur dichiarandosi a favore della natalità, non investe risorse sufficienti per supportare la salute riproduttiva delle donne"

Il gruppo Pd di Terni, per voce della consigliera comunale Maria Grazia Proietti, ha sollecitato un intervento urgente affinché il consultorio cittadino possa tornare a svolgere le sue funzioni in modo efficace. La mancanza di medici ginecologi disponibili a coprire adeguatamente gli orari di servizio è attualmente uno dei principali ostacoli al corretto funzionamento della struttura. Tuttavia la richiesta del Pd – che pure aveva detto in consiglio comunale “bocciate l’atto ma votiamolo” – si è visto respingere la richiesta con un voto dell’asse Ap-Centrodestra, con la questione che torna in commissione

Secondo la segretaria Pd, che si esprime in una nota “La soluzione temporanea proposta dalla Usl Umbria2, che prevedeva la copertura del servizio per poche ore settimanali con medici pensionati o con contratti esterni, è  insoddisfacente e priva di certezze sui tempi di attuazione. Il consultorio di Terni, essendo l’ultimo presidio rimasto in città, necessita di un servizio ginecologico costante e ben organizzato. La salute sessuale e riproduttiva delle donne non può essere trattata come un servizio marginale o erogato a singhiozzo”. Il Pd ha sottolineato come questa situazione richieda un cambiamento profondo, specialmente in un contesto in cui l’assistenza pubblica sta progressivamente cedendo spazio al settore privato.

Il problema evidenziato secondo il Pd non è solo organizzativo, ma anche politico. “La destra, pur dichiarandosi a favore della natalità, non investe risorse sufficienti per supportare la salute riproduttiva delle donne, lasciando senza copertura i consultori che dovrebbero garantire anche servizi di prevenzione e informazione. Questa è una incoerenza segno di politiche ideologiche che ostacolano l’accesso a servizi essenziali come l’interruzione volontaria di gravidanza”, scrivono i dem

Il Pd chiede un’inversione di tendenza, che potrebbe partire dalle elezioni regionali, auspicando una classe dirigente che ponga al centro le necessità dei cittadini e che si occupi delle fasce più fragili della popolazione, incluse le giovani donne. “Al contrario, l’alleanza tra la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei e Stefano Bandecchi, leader della lista civica, sembra orientata verso una sanità sempre più privatizzata, a discapito di chi ha minori risorse economiche”, concludono.

Redazione

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