Duro scontro fra sindacati e comune sul tema dell’illuminazione pubblica. Nei giorni scorsi era stata un’esponente dem a lanciare l’allarme, ora arriva una nota firmata da Stefano Ribelli dell Filctem Cgil, Ciro Di Noia della Flaei Cisl e Doriana Gramaccioni della Uiltec Uil, segretari regionali.
Caduta la maschera, vediamo finalmente la faccia- scrivono – Il vero volto e il vero scopo del potere politico esecutivo a Terni è quello di concedere la titolarità della gestione di reti ed impianti dell’illuminazione pubblica non più ad Asm Terni Spa, ma “all’ipotetica società” che sarà ritenuta la più conveniente in base ai requisiti di gara ad evidenza pubblica che il Comune bandirà dopo aver approvato la “sconsiderata” delibera dello scorso 7 novembre. Un anno fa, quando il Comune aveva dichiarato che Terni Reti non poteva più gestire il
servizio e aveva deciso di percorrere la strada dell’affidamento tramite piattaformaConsip a un raggruppamento di imprese, come organizzazioni sindacali ci eravamo chiesti se fossero state vagliate tutte le altre ipotesi, inddicate dall’autorità garante da parte del Comune di Terni che è ancheSocio di maggioranza di Asm?
Dopo questa delibera torniamo a chiederci come mai la Giunta possa aver votato di mettere a disposizione degli interessi privati la gestione dei servizi ad interesse pubblico. Non è mai stata aperta una discussione nei luoghi opportuni, sempre come ichiedevamo un anno fa”.
La nota prosegue poi rimarcando che il Comune ha affidato ad Asm la gestione delle luci cittadine sin dal 1962, con un contratto tuttora in vigore. “A fronte di questo, l’azienda – scrivono i sindacati – ha preso impegni di una certa rilevanza assumendo personale e portando avanti importanti investimenti”. Il Comune, proseguono ancora, aveva ricevuto oferte spontanee di project financing che non ha valutato. La Multiutility Asm che ricordiamo essere partecipata dal Comune di Terni per il 55% offre, in virtù di questa partecipazione, una interlocuzione più diretta; Asm non solo riqualificherebbe le infrastrutture, in continuità con quanto già fatto, ma garantirebbe anche tutti gli interventi necessari per l’attuazione di una transizione ecologica seria sul territorio, con la salvaguardia, al tempo stesso, dei posti di lavoro”.
A stretto giro arriva la replica del sindaco Bandecchi che definisce “infamanti” le parole dei sindacati: “A far del bene ai ciuchi Sant’Antonio se n’ha per male”. Così cita un vecchio proverbio popolare. Il Comune di Terni sa di dover rinnovare l’illuminazione pubblica, di dover aggiornare gli impianti tecnologici e mettere a norma l’illuminazione che manca di regolarità da oltre 15 anni. Regolarità ignorata da tutte le giunte di sinistra che hanno guidato la città sino a portarla al fallimento. Oggi i sindacati se ne escono con parole pesantissime, offensive,
denigratorie, infamanti, nonché stupide. La verità è solo una: il Comune sta operando in modo onesto, regolare e giuridicamente perfetto al fine di assegnare l’appalto più conveniente per i cittadini ternani tutti. I malpancisti dovrebbero curarsi ricordandosi che la volontà di me sindaco è solo quella di dare il meglio alla città di Terni e tentare sempre di tutelare il lavoro dei più deboli”
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