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Abuso d’ufficio: il prefetto di Terni rischia di andare a processo

Le vicende riguardano due distinti episodi avvenuti durante il suo mandato all'Ufficio Territoriale del Governo a Viterbo. Ma Bruno si difende

Il Prefetto di Terni, Giovanni Bruno, è finito al centro di un’indagine condotta dalla Procura di Viterbo per due distinti episodi avvenuti durante il suo mandato all’Ufficio Territoriale del Governo della città della Tuscia. Le accuse sono di abuso d’ufficio e falso.

Il primo caso riguarda le elezioni amministrative del 4 ottobre 2021 a Corchiano, in provincia di Viterbo. Secondo la Procura, Bruno, allora prefetto della città laziale, intervenne nel processo di scrutinio delle schede elettorali. Dopo che un candidato ebbe vinto con soli due voti di scarto, Bruno avrebbe imposto un riconteggio di tutte le schede, contrariamente alle perplessità del presidente della prima sezione elettorale. “Lei deve fare quello che dico io”, avrebbe detto Bruno, secondo quanto riportato dall’inchiesta. Il risultato ufficiale dopo il riconteggio mostrò un pareggio tra i due candidati, portando a un ballottaggio che confermò la vittoria del candidato inizialmente in testa. I magistrati sostengono che Bruno abbia “abusato del suo ufficio interferendo indebitamente nelle operazioni elettorali”.

Nella seconda vicenda, relativa al periodo delle restrizioni anticovid, Bruno è accusato di aver autorizzato illegittimamente uno svolgimento di un evento in un noto ristorante nei Monti Cimini. Questo evento, originariamente permesso come shooting fotografico nel rispetto delle norme anticovid, si sarebbe trasformato in un vero matrimonio con invitati, violando così le restrizioni. La difesa di Bruno, affidata all’avvocato Enrico Valentini, sostiene che “Il dottor Bruno autorizzò unicamente uno shooting fotografico, quello che è successo poi non è dipeso da lui”.

I due casi, ora al centro delle indagini, pongono serie domande sulla condotta e sulle decisioni prese da Bruno durante il suo incarico, e la prima udienza preliminare è stata già convocata per decidere sul rinvio a processo. La difesa di Bruno ribatte alle accuse, sottolineando che nel caso delle elezioni a Corchiano il prefetto chiese soltanto un riconteggio dei voti e non favorì alcun candidato.

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