Nella suggestiva cornice di una cattedrale gremita di fedeli, domenica 11 febbraio è stata celebrata la festa diocesana di San Valentino, nel giorno mondiale del Malato, con un solenne pontificale presieduto dal vescovo Francesco Antonio Soddu. L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e religiose, tra cui il prefetto di Terni Giovanni Bruno, il presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, il vicepresidente della provincia Gianni Daniele e il vice sindaco di Terni Riccardo Corridore.
Durante la celebrazione, la parte musicale è stata curata dal Coro Diocesano e da un gruppo strumentale del liceo musicale ‘F.Angeloni’ di Terni, aggiungendo un tocco di solennità e raccoglimento all’evento.
Il vice sindaco Corridore ha acceso la lampada votiva e pronunciato l’atto di affidamento della città al Santo Patrono, sottolineando l’importanza di essere attenti ai bisogni della comunità e di promuovere il bene comune con onestà e saggezza.
La festa di San Valentino è stata un’occasione per riflettere sull’identità della città alla luce della testimonianza del santo patrono, che ha plasmato cristianamente Terni durante il suo ministero episcopale. La processione cittadina che ha seguito la celebrazione ha rappresentato un momento di devozione e di comunione per i fedeli, culminando con la benedizione del vescovo Soddu e il riposo dell’urna del santo nella basilica di San Valentino.
L’omelia del vescovo
Nell’omelia monsignor Soddu ha guidato i fedeli in una riflessione profonda sul significato della malattia e sulla figura di San Valentino, patrono della città di Terni.
Il vescovo ha sottolineato come la Parola di Dio, concentrata sul tema della malattia e della lebbra, offra preziose lezioni di umanità. Ha evidenziato il ruolo di San Valentino, vescovo premuroso e compassionevole, che ha incarnato gli insegnamenti di Gesù attraverso la cura dei malati, sia fisicamente che spiritualmente: “ha saputo cogliere nella propria esperienza di vita la parola di Dio fatta carne e nella propria carne, nella sua persona, l’ha resa evidente in ogni tratto: dall’essere vescovo, pastore premuroso del gregge di questa chiesa di Terni, alla delicata vicinanza verso i malati nel corpo e nello spirito, compiendo e rendendo vivi e veri quei gesti che Gesù aveva consegnato agli apostoli con le parole: “Guarite i malati, mondate i lebbrosi…”., ha detto
Inoltre, ha richiamato l’attenzione sul messaggio del Papa per la giornata mondiale del malato, sottolineando l’importanza delle relazioni sane e della compassione nella cura del prossimo. Ha invitato i fedeli a seguire l’esempio di San Valentino nel promuovere la comunione e nel contrastare l’individualismo e l’indifferenza.
Il vescovo ha concluso l’omelia con una preghiera rivolta a San Valentino, chiedendo la sua guida per affrontare le sfide della società contemporanea e per promuovere il bene comune. Ha espresso la speranza che, attraverso la cura delle relazioni e l’intercessione di Maria santissima, la città possa essere avvolta dalla benedizione della Santissima Trinità.
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