Inaugurato il Circolo ARCI “L’Ulivo” a Montecchio: un nuovo spazio di socialità e cultura

Montecchio, cuore dei “Borghi Silenti”, accoglie un nuovo punto di riferimento sociale e culturale con l'apertura del Circolo ARCI "L'Ulivo".

Domenica 9 giugno è stato inaugurato a Montecchio il nuovo Circolo ARCI “L’Ulivo”, un’importante novità per il territorio e le comunità circostanti. Questo nuovo spazio si propone come un luogo di incontro e cultura per tutti, favorendo la socializzazione e l’organizzazione di attività di condivisione. I Circoli ARCI, specialmente nei piccoli centri, svolgono un ruolo cruciale, offrendo opportunità di aggregazione e sviluppo culturale che rafforzano il tessuto sociale e i legami tra i residenti.

L’apertura di nuovi Circoli è un segno positivo per la comunità, ma emergono preoccupazioni legate a nuove normative fiscali.

Dal gennaio 2025, il settore no profit sarà assoggettato all’IVA, con esenzioni previste che rischiano di non essere sufficienti a salvaguardare le associazioni dalle conseguenze economiche e burocratiche. Questa normativa potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza delle piccole associazioni, essenziali per la socializzazione nei quartieri, nei piccoli centri e nelle aree interne come Montecchio.

Tommaso Sabatini, Presidente di ARCI Terni, esprime preoccupazioni riguardo alla nuova normativa IVA per il Terzo settore.

Sabatini ha dichiarato: “Ricondurre il Terzo settore al campo IVA significa voler equiparare le associazioni alle imprese commerciali. Questo approccio trasformerebbe il rapporto tra associazioni e soci in un rapporto cliente-fornitore, una logica che deve essere fermamente respinta. Le associazioni svolgono una funzione costituzionale preziosa nel contesto di frammentazione sociale sempre crescente”.

L’implementazione della normativa IVA potrebbe limitare l’autonomia delle associazioni e aumentare il peso burocratico, mettendo a rischio le loro attività.

Secondo Sabatini, l’autonomia delle associazioni verrebbe gravemente colpita, limitandone le possibilità di autofinanziamento e ostacolando lo svolgimento delle attività a causa di pesanti adempimenti burocratici. Inoltre, non ci sarebbe un aumento delle entrate fiscali, anzi, le entrate potrebbero diminuire poiché le associazioni potrebbero portare in detrazione l’IVA pagata sugli acquisti. È quindi urgente un intervento di correzione normativa.

La richiesta di ARCI è chiara: riconoscere la funzione sociale e operativa non economica del Terzo settore, mantenendolo fuori dal campo IVA.

Sabatini conclude: “Non chiediamo di fermare l’adeguamento alle norme europee, ma di riconoscere la funzione sociale e le vere modalità operative degli enti di Terzo settore, mantenendoli fuori dal campo IVA. Questo riconoscimento è fondamentale per preservare il ruolo vitale che queste associazioni svolgono nelle nostre comunità”.

Redazione

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