Bandecchi senza freni e a tutto campo. In una intervista a Repubblica, il sindaco di Terni e leader di Alternativa Popolare oltre a parlare di Ternana torna ancora sulle sfuriate che lo hanno reso celebre.
Parlando della famosa aggressione al consigliere di Fdi Cecconi non ha dubbi: “Sono pentito di non aver preso chi mi aveva rotto le scatole. Per fargli male. Ho sbagliato a non picchiarlo. Se succede di nuovo gli spacco la testa contro il tavolo”
E precisa: “Quelli in consiglio comunale non sono colleghi, io vengo dal lavoro. politici vengono dal non fare un cazzo”
Sulla famosa frase sessista pronunciata in consiglio comunale, precisa “Mia moglie mi ha detto che la frase potevo risparmiarmela”
Parlando di sé dice: “Ho sempre cercato la ricchezza. Il mio obiettivo è diventare uno degli uomini più ricchi del mondo. 25 anni fa fatturavo già 8 milioni e mezzo” E ancora. “Mi chiede se sono massone? Se lo fossi direi di no. Cosa rispondo? Rispondo di no. Mi onoro di far parte di un gruppo di massoni. Ma non siamo 26000, come la massoneria in Italia. In 26000 sei il Rotary. Se devo andare in un gruppo di gente che non conta una sega, sto da solo”.
E rilancia, parlando di premierato: “Il premierato è una minchiata. Non deve passare. Se l’Italia deve avere un duce, allora quel duce voglio essere io”. E sull’autonomia differenziata: “Bigottismo fascio comunista del rincoglionimento totale”.
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