Emergenza carceri alla Conferenza delle Regioni: “Terni e Spoleto scoppiano, fondo sanitario invariato da 5 anni”

Le problematiche sono state discusse in una riunione sull’emergenza carceri, presieduta dal sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, in vista della stesura del decreto carceri

L’emergenza carceri è stata al centro della riunione della conferenza delle Regioni con focus particolare su Terni e l’Umbria. La regione sottolinea come “da oltre un anno, Tesei ha avviato un dialogo con il Ministero della Giustizia per affrontare le criticità del sistema carcerario umbro.”

Durante la visita del sottosegretario con delega al trattamento dei detenuti, Andrea Ostellari, il 6 giugno 2023, e in successivi incontri, la Presidente Tesei aveva manifestato preoccupazione per la situazione carceraria in Umbria e le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria. Le problematiche sono state discusse in una riunione sull’emergenza carceri, presieduta dal sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, in vista della stesura del decreto carceri da parte del Governo

Durante l’incontro, Tesei ha sottolineato diverse questioni urgenti, con particolare attenzione all’assistenza sanitaria dei detenuti, un problema aggravato dalla carenza di medici. La Regione Umbria ha richiesto un riparto del Fondo Nazionale Sanitario che consideri il rapporto tra il numero di carceri e la dimensione della regione.

Sul tavolo, ovviamente, le questioni calde, ovvero: difficoltà nel garantire assistenza sanitaria ai detenuti per mancanza di medici; presenza di 400 detenuti autori di reati con disturbi mentali liberi per mancanza di posti nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems). In attesa della costruzione della Rems, è stato siglato un protocollo d’intesa per la gestione di questi casi in strutture intermedie; gestione dei detenuti con dipendenze ospitati in comunità, che rappresenta un costo aggiuntivo per il sistema sanitario. Questi detenuti necessitano di un seguito da parte del personale dei servizi dipendenze patologiche dell’Asl, il cui numero è insufficiente. Su questo punto è stato avviato un tavolo nazionale.

Tutte questioni che la Camera penale di Terni aveva portato all’attenzione pubblica con la recente protesta davanti al Tribunale.

La Regione Umbria – sottolinea una nota dell’Ente – ha presentato proposte al Tavolo tecnico per la revisione dei criteri di riparto sanitario, tenendo conto dell’incidenza dei costi legati ai detenuti sul sistema sanitario regionale. Nonostante l’Umbria sia una piccola regione, ospita infatti un numero considerevole di detenuti nelle carceri di Terni e Spoleto, inclusi quelli sottoposti al regime del 41 bis”. A Terni la nuova comandante Vanda Falconi ha presentato richiesta ufficiale per lo sfollamento.

A Terni attualmente, a fronte di una cassa di reclusione con capienza di 422 detenuti, ne sono presenti 533 : la struttura è composta da 6 sezioni maschili per detenuti appartenenti al circuito Alta sicurezza 3, 1 sezione destinata a detenuti sottoposti a regimi particolari, 1 sezione destinata ai semiliberi, 1 sezione accoglie donne arrestate. Ad Orvieto, a fronte di 98 posti, ci sono 116 detenuti

Tesei ricorda inoltre come all’Umbria sono destinati 3,5 milioni di euro dal Fondo sanitario, una cifra invariata da anni. Una situazione che rende difficilissima la gestione dal punto di vista sanitario

 

Redazione

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