Presidio dei Cobas della scuola questa mattina in via Saffi, sotto l’ufficio scolastico territoriale per protestare contro il precariato e quello che loro chiamano “Mercato dei titoli”.
“Ci sono docenti- spiega Franco Coppoli – che stanno insegnando non per diritti e titoli acquisiti o esperienza nelle scuole, ma che hanno pagato corsi farlocchi, noi li chiamiamo Corsi Discount: 2500-3000 euro per comprare di fatto l’accesso alla cattedra. Molti precari storici sono stati scavalcati con questo mercato dei titoli indecente che va fatto saltare. Inoltre, gli incarichi sono fatti da un algoritmo cannibale che fa si che precario mangi precario, dove chi ha pagato insegna e gli altri, che hanno garantito l’apertura dell’anno scolastico resti a casa. Una logica di marchette che deve finire, sulle spalle di chi non ha contratti stabili e anche degli studenti che non trovano continuità didattica.
Il titolo si compra con i corsi organizzati dalle università pubbliche (sono i famosi crediti formativi) ed online e diventa preferenziale anche per l’algoritmo. Le supplenze siano convocate in presenza, non con l’algoritmo. Chi non ha potuto fare scelte, si trova cancellato in graduatoria, chi non ha dato preferenze viene scavalcato da chi sta dietro anche di decine di posizione”.
Una analoga manifestazione dei precari- ma non guidata dai Cobas – si è svolta la settimana a Perugia, sempre sotto l’ufficio scolastico regionale.
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