Arpa Umbria, attraverso l’ingegnere Francesco Longhi, ha dichiarato che la lotta contro i cattivi odori generati dal mangimificio di Maratta è una vera e propria “guerra con la lancia spezzata”. L’affermazione, rilasciata durante una Commissione consiliare a Terni, sottolinea la complessità del problema e l’assenza di una normativa regionale specifica per la gestione delle emissioni olfattive.
Progetto di abbattimento fumi e biofiltro come possibile soluzione
Entro settembre, l’azienda responsabile dovrà presentare un progetto per il controllo delle emissioni odorigene. Longhi ha evidenziato che, nonostante le difficoltà, sono state imposte all’azienda misure stringenti riguardanti la concentrazione e il flusso di massa delle emissioni, con l’obiettivo di apportare un netto miglioramento. Tra le soluzioni al vaglio, l’uso di un biofiltro è considerato promettente. Tuttavia, il tema degli odori non è stato storicamente trattato come un problema di salute, ma piuttosto come un fastidio per la popolazione, un aspetto spesso marginalizzato.
Il ruolo del Comune di Terni e le misure per bilanciare sviluppo industriale e ambiente
L’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali, ha ribadito che il territorio si trova in una situazione critica dal punto di vista industriale, ma che non è possibile favorire lo sviluppo economico a discapito delle normative ambientali. Cardinali ha inoltre ricordato che l’azienda, subentrata a una precedente attività in fallimento, ha non solo mantenuto i posti di lavoro esistenti, ma ha anche effettuato 15 nuove assunzioni, raggiungendo un totale di 350 dipendenti. Secondo l’assessore, l’imprenditore ha manifestato la volontà di investire le risorse necessarie per risolvere le problematiche legate agli odori, dimostrando un chiaro impegno per migliorare la situazione ambientale.
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