Succede che un albero cada nel parco di viale Trento. Si dirà che non dovrebbe accadere ed è vero, ma l’evento si è verificato, nel primo pomeriggio di domenica. Tanto che qualcuno, nel gruppo facebook Terni Malandata, non manca di sottolinearlo: “Parco viale Trento e’ caduto un albero che blocca la ciclo-pedonale vicino alle scalette che portano in via Botondi”.
La prima risposta è dell’assessore al verde Marco Iapadre che risponde come sempre fa: “Ramo rimosso immediatamente! Quando un’amministrazione è al fianco dei cittadini non solo a parole ma con i fatti i risultati sono tangibili!”. Questione finita? Nemmeno per idea, perchè poco dopo a replicare è l’avvocato Marco Ravasio, un tempo vicino ad Ap poi fuori uscito. Ravasio posta una foto con l’auto dei vigili del fuoco e tagga Nicola Ridarelli, che per i pompieri ternani cura anche l’amministrazione “Avete rimosso voi il ramo in viale Trento”. Risposta di Ridarelli: “Esattamente”.
Segue replica di Federico Nannurelli, funzionario comunale: “Ritengo giusto evidenziare l’opportunità di attivare un coordinamento delle forze in gioco perché in questo caso sono intervenuti sia i vigili del fuoco che il nucleo di pronto intervento del comune”
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L’articolo contiene diverse inesattezze che stravolgono la reale dinamica del post di Terni Malandata al quale fa riferimento.
La foto non è stata pubblicata dal sottoscritto ma da Nicola Ridarelli al quale successivamente ho chiesto se fossero stati i Vigili del Fuoco a rimuovere i rami (la frase riportata come affermativa in realtà si conclude col punto interrogativo).
Posto che pubblicare un articolo del genere non riveste alcuna utilità sociale, era quanto meno doveroso scrivere la verità.
Motivo per cui vi invito a rettificare la “notizia”.
Fare un articolo su questa cosa lo trovo assurdo terni malandata esiste da 10 anni e di rami e risoluzioni aivoglia a citarne mi meraviglio che si dia risalto a queste stupidaggini quando ci sarebbero da attenzionare e scrivere tanti di quei problemi della citta’ ma d altronde si sa che alcune testate online sono di parte