La famiglia che cambia: in Umbria madri sempre più tardi e fuori dal matrimonio

La fotografia demografica del 2023 realizzata dall'Istat evidenzia un cambiamento significativo nelle abitudini legate alla genitorialità. Molto bassa anche la media per figlio

In Umbria, la fotografia demografica del 2023 realizzata dall’Istat evidenzia un cambiamento significativo nelle abitudini legate alla genitorialità: oltre la metà dei figli nati nell’anno (50,8%) sono venuti al mondo da coppie non sposate. La regione si colloca così al secondo posto a livello nazionale, subito dopo la Sardegna, dove la percentuale ha toccato il 55%. Questo trend conferma una trasformazione sociale che ha visto il matrimonio perdere il suo ruolo centrale come requisito per avere figli. Le nuove generazioni sono in prima linea in questo cambiamento, nonostante l’età media delle donne alla prima maternità sia salita anche in Umbria, raggiungendo i 32,6 anni.

Accanto a questa tendenza, si registra un calo generale delle nascite: nel 2023, sono stati registrati 4.776 nati, con una diminuzione del 3,2% rispetto all’anno precedente. Se confrontiamo il dato con il 2008, il calo è ancora più marcato, con una riduzione di quasi un quinto. Questo quadro conferma il trend negativo a livello nazionale, dove la natalità continua a scendere, rispecchiando fattori economici e sociali che influenzano le scelte delle famiglie italiane.

Secondo l’Istat dell’Umbria, fra le cause di questa situazione ci sono i cambiamenti demografici strutturali, ossia al calo del 20 percento delle donne in età feconda, inoltre c’è una bassisima propensione alla fertilità, con  le donne che fanno in Umbria in media 1,1 figli a testa contro una media nazionale di 1.2. La media scende a 1,05 se si prendono in considerazione soltanto le italiane (era 1,07), mentre sale a 1,52 per le donne straniere (era 1,61). Dai comunque molto inferiori alla media nazionale, rispettivamente 1,14 e1,79.  Piccolo sprazzo di ottimismo, la leggera crescita che si registra secondo i dati preliminari dell’Istat, nei primi 7 mesi in Umbria.

Redazione

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