Marco Monzi e Stefania Isabella Pesavento, candidati del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali umbre, hanno recentemente criticato l’attuale gestione della sanità pubblica, ritenendola inefficace e problematica. Secondo i due esponenti M5S, la giunta di destra e l’assessore Enrico Melasecche hanno mostrato incompetenza, portando a un deterioramento del sistema sanitario umbro negli ultimi cinque anni.
Il caso della Casa di Comunità di Amelia è al centro della discussione. La sindaca Pernazza ha inaugurato nel luglio 2023 una Casa di Comunità di tipo “Spoke” ad Amelia, una struttura secondaria, ma diversi cittadini avrebbero frainteso la sua natura. Contrariamente alle aspettative, questa CdC non è un Hub con servizi completi, ma un centro minore privo di alcuni servizi fondamentali come l’Unità di Continuità Assistenziale, obbligatoria invece nelle strutture Hub.
Il costo della locazione per la struttura “Spoke” di Amelia è un altro punto controverso. Il contratto di affitto prevede un canone annuale di oltre 227.000 euro per sei anni, una spesa che potrebbe essere estesa fino a 1,3 milioni di euro nel caso di rinnovo. Tuttavia, la vera Casa di Comunità di Amelia, destinata a essere un centro completo (Hub) e situata in via Primo Maggio, sarà realizzata su un terreno già di proprietà della USL Umbria. Questa struttura è prevista nel cronoprogramma dei finanziamenti del PNRR, e il suo completamento è stimato per dicembre 2025, evitando così ulteriori spese in locazione.
Il futuro della struttura in locazione è incerto. I candidati M5S sottolineano che l’edificio in cui oggi sorge la CdC “Spoke” è stato messo in vendita dal proprietario per un valore di 4,15 milioni di euro. Una scelta alternativa, secondo Monzi e Pesavento, avrebbe potuto consistere nell’acquisto dell’immobile, che, con un capitale iniziale di 1,245 milioni di euro, avrebbe garantito la proprietà alla USL in 15 anni, mantenendo invariato il canone. Invece, fra 12 anni, la Regione potrebbe trovarsi senza un centro comunitario e con una spesa complessiva di circa 2,6 milioni di euro senza alcun patrimonio immobiliare.
Il Movimento 5 Stelle accusa la giunta regionale e il suo assessore di non aver saputo gestire in modo responsabile le risorse, destinandole a soluzioni provvisorie e potenzialmente rischiose per i servizi futuri. Monzi e Pesavento evidenziano come queste scelte, dettate da una presunta incompetenza, abbiano peggiorato la qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari per la popolazione umbra, senza garantire una stabilità a lungo termine per la comunità.
La gestione regionale della sanità è, secondo i candidati M5S, inadeguata e ha portato a una serie di decisioni discutibili che, nel lungo periodo, rischiano di aggravare la situazione finanziaria e di servizio. Monzi e Pesavento si chiedono se i dirigenti sanitari siano all’altezza dei loro compiti e sottolineano come le problematiche odierne siano la conseguenza diretta di politiche sanitarie inefficaci.
In risposta alle osservazioni dell’assessore Melasecche, che si è detto preoccupato per la possibilità che un eventuale cambio di giunta possa portare a una gestione incompetente della sanità, Monzi e Pesavento ribattono con una certezza: i cinque anni passati dimostrano l’incapacità di chi ha governato finora, evidenziando una realtà sanitaria in costante difficoltà.
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