La Filctem Cgil della provincia di Terni ha lanciato un appello deciso alle forze politiche in corsa per il governo della Regione Umbria, chiedendo impegni concreti in settori strategici come l’industria chimica, gli impianti idroelettrici e le società partecipate. Il segretario generale Stefano Ribelli ha evidenziato come la crisi della chimica nei poli industriali di Terni, Narni e Nera Montoro rappresenti un problema irrisolto che necessita di azioni mirate per evitare un ulteriore declino produttivo e occupazionale.
“La crisi ormai si protrae da moltissimi anni,” afferma Ribelli, riferendosi in particolare alla situazione del polo industriale di Terni. “I progetti di riconversione basati sull’economia circolare, come la cosiddetta Sustainable Valley, restano sulla carta senza reali sviluppi. Anche i programmi di ricerca annunciati non hanno ancora trovato concretezza.” Ribelli critica poi l’incertezza intorno al piano industriale di Eni Versalis per la Novamont, azienda in cui, denuncia, “non si stanno facendo gli investimenti promessi, e l’azienda si svuota gradualmente di professionalità, con lavoratori inviati in trasferta altrove.”
La crisi del comparto chimico si riflette anche nelle difficoltà delle singole aziende, come Moplefan, che sta cercando di ripartire dopo lo stop causato dall’estenuante vertenza Treofan. Ribelli sottolinea come il rilancio di Moplefan sia vincolato all’implementazione di strumenti finanziari che le istituzioni hanno annunciato ma che stentano a materializzarsi, indispensabili per supportare il revamping degli impianti. Anche il polo di Narni affronta problemi strutturali, con Sangraf che soffre sia per la diminuzione dei volumi produttivi di elettrodi di grafite, sia per relazioni sindacali tese. Nera Montoro è colpita dalla crisi del settore automotive, con Alcantara che non ha rinnovato molti contratti a termine nel 2024.
Il sindacato pone anche l’accento sulle difficoltà che gravano sugli impianti idroelettrici, tornati in gestione a Enel nel 2022 ma privi di interventi di manutenzione adeguati. “Nonostante il ritorno degli impianti sotto Enel, non si vedono investimenti necessari, e sembra esserci un’ipotesi di delocalizzazione di alcuni asset chiave come il posto di tele-conduzione degli impianti,” evidenzia Ribelli, richiamando l’urgenza di interventi anche in vista della scadenza delle concessioni idroelettriche nel 2029.
Sul fronte delle società partecipate, Ribelli segnala la mancanza di un confronto sul piano industriale dell’ASM, esprimendo la necessità di potenziare il personale in settori cruciali come acqua, gas ed elettricità. “Per offrire un servizio efficiente ai cittadini e tutelare i lavoratori, è essenziale rafforzare gli organici,” afferma, sottolineando come il futuro di queste aree strategiche dipenda da politiche industriali concrete e mirate. Ribelli conclude con un messaggio chiaro ai candidati: “È il momento di passare dalle parole ai fatti, senza silenzi di convenienza o slogan elettorali per ottenere consenso personale. La politica deve agire nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori, e fare scelte reali per il territorio.”
In un momento di profondi cambiamenti economici, la Filctem Cgil invita quindi i politici a impegnarsi con serietà per rilanciare l’economia industriale di Terni e della regione, puntando su settori che possano garantire una crescita sostenibile e posti di lavoro stabili.
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