Corsi a Umbrialibri, risate e riflessioni: “Solitudine vero dramma di chi ha malattie degenerative” (VIDEO)

Il conduttore televisivo a Terni per presentare il suo romanzo ispirato ad una vicenda personale: "La sanità non dovrebbe rappresentare un profitto per nessuno"

Gabriele Corsi è come lo vedi in televisione. Sincero, genuino e diretto. Uno di noi, verrebbe da dire. E quello che traspare dalle righe del suo libro “Che bella giornata. Speriamo che non piova” presentato a Terni in BCT nel corso di UmbriaLibri è un uomo dalla grande umanità, che dietro la maschera di conduttore televisivo di programmi di intrattenimento vive un dramma familiare e personale che lo ha cambiato: “Se oggi sono l’uomo che sono, lo devo a questo”, spiega ai cronisti.

Il romanzo parte dall’esperienza personale di Corsi, che ha svolto il servizio civile presso una comunità per degenti psichiatrici e oggi col ricavato aiuta interamente gli altri. I proventi vanno infatti metà all’associazione di volontariato Antea, che assiste le persone che hanno una malattia degenerativa, come il padre di Corsi e l’altra metà all’Unicef: “Ho voluto parlare del rapporto con la malattia di mio padre e la mia esperienza come servizio civile in una comunità per degenti psichiatrici. Quando mio padre ha perso la memoria, a me è tornata in mente una parte della mia vita. Siccome mi consigliano spesso di raccontare a papà delle cose che mi riguardassero per cercare di riaccenderlo, guardando dei quadri che ho nel soggiorno, ho raccontato storie di quei pittori a papà, dato che è un grande amante della pittura. Da lì è nato un monologo molto intimo in cui cerco di capire di più sulla mia vita”. E ancora: “Personalmente renderei il servizio civile obbligatorio, esperienze come questa formano”

Poi un pensiero sulla sanità: “Non può essere profitto, non può essere un lusso. Il vero dramma per chi soffre di questo tipo di malattie è che è solo. Io posso permettermi l’assistenza per mio padre, ma se non avessi soldi, a mia madre spetterebbero quattro ore al giorno Cosa ci fa?” .

Ma alla fine con lui, che conduce “Don’t forget the lyrics”, c’è stato spazio anche per un pensiero su Sannremo…

 

Redazione

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