Fino a 10 anni per mettersi in regola con l’Imu. Una proroga da record, quella concessa da Palazzo Spada ad un’azienda per mettersi in regola. Per questo il Comune ha fatto scattare la caccia agli evasori della tassa e anche della Tari, scoprendo però un vero e proprio boom di rateizzazioni.
Nello specifico, come sottolinea Il Messaggero, alla società cui è stato concessa questa dilazione decennale, è arrivato il conto salato. Nel 2021 le è stato contestato un rateo di 101.404 euro mentre per l’anno successivo 88.725 da pagare per un totale di oltre 200.000 euro di arretrati che ora la società dovrà pagare e per la quale si è trovato appunto un accordo su 120 rate, appunto una al mese per i prossimi 10 anni, motivata come richiesto dalla società “da una situazione di difficoltà economica dovuta alle contingenze economiche di mercato”.
La rateizzazione è stata concessa, ma l’accordo prevede la puntualità nei pagamenti perchè dopo due rate saltate verrà revocata la dilazione.
Eppure, come spiega il quotidiano, alcune realtà non riescono a farcela nemmeno in questo modo e chiedono una ulteriore rateizzazione, la cosiddetta “rateizzazione in deroga”, strumento sempre più richiesto per la Tari. Si tratta di un cittadino ternano che deve per quattro diverse annate dal 2015 al 2020, un totale di quasi 6000 euro, che saranno saldate in 65 rate. Il Comune conta di recuperare da questa azione di riscossione dei crediti, una cifra di 2,8 milioni per il 2025 e di circa 2 milioni per ciascuno dei due anni successivi.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.