La macchina tappabuche soffre il freddo e non funziona: “Ma ne abbiamo un’altra”

L’amministrazione valuta azioni legali contro il fornitore, mentre proseguono gli interventi con un mezzo alternativo.

La macchina tappabuche acquistata dal Comune di Terni per la manutenzione stradale non è più operativa a causa di limiti tecnici legati alle basse temperature. La questione, sollevata da diversi organi di informazione, anche alla luce delle tantissime buche ancora aperte in città, ha spinto l’assessore alle Infrastrutture, Marco Iapadre, a chiarire i motivi dello stop.

“Questa macchina ha una limitazione di utilizzo relativa alle temperature”, ha spiegato Iapadre. “Cosa che non era scritta nella scheda tecnica. Ha problemi di utilizzo sotto i 10 gradi, il che limita fortemente il suo impiego, al punto tale che stiamo valutando di intraprendere azioni legali nei confronti del fornitore”.

Nel frattempo, l’amministrazione ha già individuato una soluzione alternativa: “Non ci siamo persi d’animo e abbiamo trovato subito un altro mezzo con asfalto a caldo”, ha aggiunto l’assessore. Ha poi sottolineato che il Comune dispone di due macchine per la riparazione delle buche, contrariamente a quanto affermato da alcuni.

Sul fronte operativo, gli interventi stanno proseguendo, come dimostrano i documenti pubblicati online. “Le manutenzioni si stanno regolarmente eseguendo, come chiaramente evincibile dal sito istituzionale nella nuova sezione ‘Lavori pubblici e manutenzioni’, con tanto di documentazione fotografica a corredo”, ha affermato Iapadre.

L’assessore ha poi voluto chiarire che l’uso del bitume a caldo ha limitazioni meteorologiche. “Chi ha un minimo di conoscenza della materia sa perfettamente che tali operazioni hanno vincoli legati alle condizioni climatiche. La miscelazione della graniglia con l’emulsione avviene tra i 50 e i 60 gradi e, per garantire rendimenti ottimali, necessita di temperature leggermente più alte”.

Infine, ha rispedito al mittente le critiche sulle difficoltà nella manutenzione stradale, sottolineando che le amministrazioni precedenti “hanno dimostrato l’incapacità di trovare soluzioni in grado di rispondere alle necessità della città”, lasciando un’eredità di “15 anni di nulla o quasi dal punto di vista manutentivo”. Ha inoltre definito “infamanti” le accuse rivolte all’amministrazione e parlato di un uso “fazioso” della stampa per attaccare l’operato del Comune.

Ma come sottolineano alcune testate, la macchina tappabuche deve essere ancora pagata: chissà che proprio da qui non parta l’annunciato contenzioso.

Redazione

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