In Provincia si fanno i conti. C’è da eleggere il presidente e la grande domanda: è quando andare al voto? Non è una questione secondaria, perchè come è noto, quella della Provincia è una elezione di secondo livello, nel senso che dopo la recente riforma, non votano più i cittadini ma gli amministratori – sindaci e assessori – dei comuni, in numero proporzionale agli abitanti. Allo stesso modo, il “peso” dei voti è diverso: il voto del sindaco di Terni, per esempio, vale circa 1400 cittadini mentre quello del sindaco di Amelia attorno ai 350 e quello di Polino 70. Si chiama “voto ponderato” (qui le modalità di ponderazione) e serve ovviamente ad evitare “blitz”.
Francesco Ferranti, entrato in carica come presidente pro-tempore dopo l’elezione di Laura Pernazza in Regione il 1. Gennaio, ha il potere di decidere quando votare fra il 31 Marzo (primo giorno utile) e il 30 Giugno (ultimo giorno utile). In mezzo però ci sono le elezioni comunali ad Amelia (18 Maggio), dove proprio Pernazza è decaduta per lo stesso motivo e quindi non è indifferente quando votare in Provincia.
La situazione attuale, quindi con un’amministrazione di centrodestra ad Amelia (è in carica il vicesindaco Proietti Scorsoni) vedrebbe la coalizione attualmente maggioranza in Provincia confermarsi di un soffio e quindi eleggere anche il presidente. Ma se a Palazzo Boccarini dovesse tornare il centrosinistra, le carte in tavola cambierebbero.
Perchè a quel punto diventerebbero determinanti i voti di Bandecchi e di Alternativa Popolare. Già, appunto. Cosa faranno quelli di Alternativa Popolare che hanno in mano tutti i voti di Terni? La rottura col centrodestra ha rimescolato le carte ed è difficile prevedere le mosse del sindaco, che avrebbe voluto candidarsi a presidente ma non può perchè non ha raccolto le 61 firme necessarie (sempre fra gli aventi diritto al voto).
Gli scontri col centrosinistra per l’elezione del presidente del Sii (ultimo della serie quello dello scorso 1 Febbraio con il presidente Orsini che ha impugnato i verbali della votazione che aveva visto vincere Ap per ritenendo non raggiunta la maggioranza degli aventi diritto al voto per questioni territoriali) non danno alcuna certezze, ma è chiaro che Ap non potrà astenersi ed è facile pensare che – dovesse essere determinante – in cambio del voto per l’una o l’altra parte possa e voglia passare legittimamente all’incasso.
I candidati alla poltrona di presidente
Molto dipenderà, come è evidente, anche dai nomi che verranno proposti. Il presidente, da statuto, deve essere un sindaco e non può essere uno dei consiglieri eletti, per il fatto che le due elezioni sono disallineate. A destra il problema non si pone perchè nessuno dei consiglieri è sindaco. Il nome più gettonato appare quello di Roberta Tardani, prima cittadina di Orvieto, favorita sul collega di Acquasparta Giovanni Montani e quello di Stroncone Giuseppe Malvetani. A meno che non spunti un outsider (Gianluigi Maravalle di Ficulle, che però è di Forza Italia come Tardani).
Il centrosinistra, tanto per cambiare, non ha le idee chiare e sfoglia la margherita: Lorenzo Lucarelli di Narni, Fabio Di Gioia di Arrone o Riccardo Aquilini di Montecastrilli i nomi sul piatto. Visti gli stracci che volano spesso e volentieri dentro al Pd (vedi alla voce elezione dei consiglieri, col ritiro di Luciano Conti), non sarà una scelta da fare a cuor leggero.
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[…] della Provincia Francesco Ferranti ha sciolto i dubbi nel modo in cui nessuno pensava. Non si attenderanno le elezioni ad Amelia. Alle urne per il nuovo presidente il 30 Marzo. La decisione con un decreto firmato lunedì. Il […]