Maltrattamenti a moglie e figlio disabile, commercialista assolto per assenza di prove

Il tribunale di Terni ha assolto con formula piena un consulente fiscale 75enne, accusato di aver maltrattato l'ex compagna e il figlio disabile della donna. La sentenza arriva dopo sei mesi di misure cautelari.

Tribunale di Terni

Un noto commercialista di Terni, 75 anni, è stato assolto con formula piena dall’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti dell’ex compagna, una donna di origini romene di circa 50 anni, e del figlio di lei, affetto da grave disabilità. Il tribunale, in composizione collegiale con il presidente Simona Tordelli e i giudici Biancamaria Bertan e Francesca Scribano, ha stabilito che l’imputato, condannato in fase di indagini preliminari alla misura cautelare del braccialetto elettronico. “non ha commesso il fatto”, ribaltando così l’impianto accusatorio iniziale.

La vicenda ha avuto origine la scorsa estate, quando la donna aveva denunciato una serie di presunti episodi di maltrattamenti, portando la procura di Terni a contestare il reato con l’aggravante dovuta alla disabilità della vittima. In fase di indagine, il giudice per le indagini preliminari aveva ritenuto credibili gli elementi raccolti e aveva disposto il divieto di avvicinamento con l’applicazione del braccialetto elettronico. La procura, ritenendo solide le prove a carico dell’imputato, aveva poi ottenuto un giudizio immediato, accelerando i tempi del processo.

L’ex compagna dell’uomo, costituitasi parte civile, aveva avanzato una richiesta di risarcimento di circa 30.000 euro. La pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero, aveva invece richiesto una condanna a quattro anni di reclusione.

La difesa dell’imputato ha sostenuto sin dall’inizio la totale estraneità del proprio assistito alle accuse, riuscendo a convincere il collegio giudicante. Dopo un processo intenso, con l’escussione di quattro testimoni e una lunga discussione finale, la sentenza ha sancito l’assoluzione piena dell’imputato.

I  fatti contestati risalivano agli anni 2019-2024 e la difesa dopo l’istruttoria ha rappresentato ai giudici l’insufficienza di prove, nonché alcune incongruenze nella ricostruzione della vicenda da parte della donna. Particolarmente, i pagamenti contesi erano invece stati effettuati dall’uomo ed inoltre la donna era mancata da casa per molto tempo. Inoltre ancora, interventi di forze dell’ordine che non risultano eseguiti, fino a tre diverse versioni pronunciate dalla donna circa una presunta aggressione subita col coltello

Redazione

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