Oltre 100 persone e una folta rappresentanza della comunità ucraina cittadina ha risposto all’appello di Marco Sciarrini, già capolista di Alleanza degli Innovatori alle ultime amministrative, dell’ex consigliere comunale Alessandro Gentiletti e dei docenti universitari Luca Diotallevi e Giuseppe Croce a sostegno della popolazione ucraina in questo momento in cui è a rischio anche l’appoggio degli Usa e ci si avvicina ad una pace che assomiglia più ad una resa. Un’ora di interventi – oltre agli organizzatori, quelli dell’ex presidente regionale delle Acli Vincenzo Menna, di Francesco Neri, anche lui candidato con Alleanza degli Innovatori alle comunali, del giornalista e sindacalista Riccardo Marcelli e dell’ex presidente dell’Istess Stefania Parisi – poi la testimonianza della comunità ucraina e la conclusione con l’inno d’Italia, quello ucraino ed un canto della resistenza. Nessuna bandiera di partito – presente comunque una grande fetta del mondo liberale e radicale – ma tante bandiere di Ue ed Ucraina.
“Questa manifestazione era doverosa a sostegno di un popolo che lotta per avere quello che abbiamo noi. Il pacifismo spesso è egoismo e quando c’è chi lotta per avere la libertà viene delegittimato”, dice Alessandro Gentiletti. “Il futuro dell’Ucraina è legato a quello dell’Europa – sottolinea Sciarrini – soprattutto oggi che è venuta meno la solidarietà Usa. Questi fondi messi a disposizione dalla Ue per il riarmo servono per difendere valori comuni, se non vogliamo ritrovarci la sanità di Putin, la scuola di Xi Jinping e i trasporti di Maduro”. Aggiunge Giuseppe Croce: “C’è bisogno di un ruolo nuovo dell’Europa, perchè sta venendo meno l’ordine con cui siamo cresciuti. Questo passa putroppo anche dal riarmo”. Infine Luca Diotallevi: “Abbiamo fatto bene ad assumerci la responsabilità anche militare, ma ovviamente questa è una sfida che l’Europa deve vincere insieme”.
Toccante l’intervento di Stefania Parisi, storica esponente del mondo cattolico: “Dentro di me sono stata in conflitto – ha spiegato – ma alla fine sono arrivata alla conclusione che se io da cristiana posso fare una scelta di non violenza, lo stato laico deve poter permettere di difendersi con le armi quando sono in pericolo la sicurezza e la libertà”. Riccardo Marcelli parla di una necessaria unità, senza strumentalizzazione. “Dobbiamo pensare ad una integrazione sociale, politica, economica e anche militare: una coesione che non può più aspettare. E la Ue deve superare il vincono dell’unanimità e superare un patto di stabilità asfittico e recessivo, lavorando insieme per gli Stati Uniti d’Europa”. La comunità ucraina ha letto un messaggio: “Abbiamo scelto di essere europei nel 2014. La nostra vocazione è vivere e costruire spazi di libertà, ma oggi dobbiamo combattere contro un’aggressione. Dobbiamo essere pacificatori, non pacifisti. La pace sulla pelle delle altre persone, non è pace ma sottomissione”.
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