Delitto Sula, la lettera di Samson: “Ho perso il controllo, pronto a pagare”. Caccia al complice

Gli inquirenti sospettano che l’ex fidanzato non abbia agito da solo: la madre è già indagata, ma spunta l’ipotesi di un uomo di famiglia. Intanto il giovane dal carcere scrive ai genitori della ragazza uccisa

Mark Samson ha scritto ai genitori di Ilaria Sula. Lo fa saprere alla trasmissione “Chi l’ha visto'” l’avvocato del giovane, Fabrizio Gallo.

Secondo il legale, il giovane, che attualmente è rinchiuso a Regina Coeli con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere,  “vuole cercare di spiegare le ragioni insensate del suo gesto e implora sua madre di essere la sua voce per esprimere il suo rammarico e chiedere scusa ai genitori di Ilaria, perché lui in questo momento non può farlo”.

La lettera è stata resa nota al Tg1. Eccone il testo:

“Scrivo dalla mia cella, dove resterò per svariati anni. Ogni giorno penso all’atroce delitto che ho commesso e non so che cosa dire, ma soprattutto non so cosa mi sia accaduto. È banale chiedere le scuse per il dolore che ho recato, ma voglio chiedere scusa a Ilaria, non l’ho rispettata quando lei mi ha voluto lasciare. Sono impazzito di dolore ed ho perso il controllo. Sono consapevole del fatto che nulla di quello che oggi posso dire o fare potrà in minima parte lenire il dolore della famiglia. Non sto cercando di diminuire le mie responsabilità o di sfuggire alle conseguenze del mio gesto, sono pronto a pagare le mie colpe senza alcuna scusante”

Dura la reazione di Giuseppe Sforza, l’avvocato della famiglia Sula: “Il testo di questa lettera – dice l’avvocato – sembra rappresentare una manifestazione di se stesso, senza nessuna reale attenzione all’enormità del gesto. Libertà per ognuno di scrivere, libertà però per i genitori di Ilaria, per tutta la famiglia, per suo fratello e per tutti, di non accettare queste scuse”.

Caccia al complice: forse uno di famiglia

Nel frattempo, sono iniziati accertamenti tecnici sul telefono di Samson e sul pc di Ilaria, disposte dalla procura di Roma. Continuano anche le ricerche per risalire a chi lo abbia aiutato, dando ormai per scontato che Samson non abbia fatto tutto da solo, almeno nella fase del trasporto

Dalle prime indagini emerge che il presunto complice sarebbe un uomo legato alla famiglia del sospettato. Gli investigatori hanno già un identikit parziale e stanno vagliando legami parentali e contatti stretti di Samson, nella convinzione che non abbia potuto agire da solo.

Durante un sopralluogo nell’abitazione in cui si è consumato il delitto, la polizia scientifica ha prelevato diversi oggetti tra cui vestiti e un paio di scarpe, insieme a rilievi tecnici mirati a rafforzare la pista dell’aiuto esterno. Gli agenti ipotizzano che il corpo di Ilaria, accoltellata a morte nell’appartamento, sia stato caricato in auto con l’aiuto di un complice.

Il racconto degli amici: “Mark aveva la mano gonfia, diceva di aver fatto a botte”

Intanto emergono testimonianze inquietanti da parte di due amici che hanno trascorso la sera del 26 marzo con Samson, lo stesso giorno in cui, secondo le indagini, Ilaria è stata uccisa e il corpo abbandonato. Uno dei due, intervistato da Repubblica, ha dichiarato:

“La sera siamo andati in un locale al Pantheon, Mark aveva la mano gonfia: ci ha detto che la sera prima aveva fatto a botte in strada contro due uomini sotto casa di Ilaria. Sembrava scosso, pensavo fosse dovuto al fatto che si era lasciato… invece è un mostro, non sapevo che Ilaria fosse già morta.”
Il gruppo fu fermato per un controllo alle tre del mattino, ma non venne riscontrata alcuna irregolarità. Il testimone ha aggiunto:

“Mark era a disagio, quando siamo andati via continuava a guardarsi indietro, diceva di avere paura della polizia.”
Dopo aver salutato due turiste conosciute in serata, i tre si fermarono a mangiare un kebab all’Arco di Travertino. Samson, secondo il racconto, rifiutò di lasciare la propria auto incustodita, nonostante l’invito a passare la notte altrove. “Sembrava terrorizzato all’idea di lasciare la macchina lì in strada.”

La Procura non esclude ulteriori sviluppi: le indagini puntano a chiarire se l’eventuale complice abbia partecipato solo alla seconda fase del crimine o se possa essere coinvolto anche nell’omicidio stesso. Intanto, i sospetti si stringono intorno a un profilo maschile vicino al nucleo familiare di Samson, che avrebbe avuto la possibilità e la forza fisica per aiutare nel trasporto del cadavere.

Redazione

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