Europa Verde chiede il riconoscimento dei 115 valichi montani umbri nel calendario venatorio

La richiesta si basa sulla tutela dell’avifauna migratoria e sul rispetto della Legge 157/1992: "Basta ritardi, l’Umbria segua l’esempio di Lombardia e Marche"

Europa Verde Umbria torna a sollecitare la Regione Umbria affinché riconosca e tuteli 115 valichi montani storici utilizzati dall’avifauna migratoria durante il periodo autunnale. L’appello si lega alla recente sentenza del TAR Lombardia, che ha certificato l’importanza di 475 valichi lungo la rotta migratoria che unisce il Nord Europa all’Africa. Un precedente che, secondo Gianfranco Mascia ed Eva Hausegger, co-portavoce di Europa Verde Umbria, dovrebbe orientare anche l’azione dell’assessore regionale alla caccia, Roberto Meloni.

L’Umbria rappresenta un punto nevralgico per la migrazione autunnale degli uccelli, in particolare lungo la cosiddetta Flyway Centro-Orientale: una delle principali direttrici migratorie europee che attraversa la regione dopo aver valicato l’Appennino Umbro-Marchigiano. In questo corridoio naturale, circa quaranta dei valichi montani umbri fungono da passaggi critici per milioni di uccelli, che vi sostano per rifocillarsi prima di riprendere il volo verso l’Africa.

Tra i luoghi di maggiore importanza ecologica spicca la Palude di Colfiorito, designata come IBA (Important Bird Area) e riconosciuta come sito Ramsar, ovvero zona umida di importanza internazionale. Secondo gli esponenti ecologisti, la salvaguardia di tali ambienti e passaggi migratori è un dovere istituzionale oltre che un impegno ambientale.

La base giuridica di questa richiesta si fonda sull’articolo 21, comma 3 della Legge 157/1992, che stabilisce il divieto di caccia entro un raggio di almeno un chilometro dalla sommità dei valichi utilizzati dall’avifauna migratoria. Tuttavia, la Regione Umbria non ha mai applicato questa norma, a differenza di regioni come le Marche – che hanno già riconosciuto valichi come Bocca Trabaria, Fossato di Vico e Passo Carosina – e la Lombardia, oggi in prima linea dopo la sentenza del TAR.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nel documento “Quaderno dei Turdidi – Avifauna in Umbria”, ha esplicitamente citato diversi dei valichi interessati, confermando il loro utilizzo durante i censimenti dell’avifauna. Queste evidenze scientifiche rafforzano la legittimità della proposta avanzata da Europa Verde.

Nel dettaglio, le richieste rivolte alla Regione Umbria sono tre:

  1. Riconoscere ufficialmente i 115 valichi montani storici utilizzati dalla migrazione autunnale;

  2. Inserire l’elenco completo di tali valichi nel Calendario venatorio 2025/2026;

  3. Applicare il divieto di caccia in un raggio di almeno 1 km dalla sommità di ciascun valico, in conformità con la normativa nazionale vigente.

“Solo con queste misure si potrà garantire una reale tutela dell’avifauna migratoria e rispettare gli impegni di conservazione che spettano all’Umbria”, concludono Mascia e Hausegger.

Redazione

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