Università La Sapienza si costituirà parte civile nel processo per l’omicidio di Ilaria Sula

L’ateneo romano si schiera contro la violenza di genere dopo la morte della studentessa 22enne

L’Università La Sapienza di Roma ha annunciato la costituzione di parte civile nel processo per il femminicidio di Ilaria Sula, la 22enne di Terni uccisa a coltellate dall’ex fidanzato, Mark Samson, e abbandonata in una valigia in un dirupo a Capranica Prenestina. Entrambi erano studenti dell’ateneo: Ilaria frequentava Statistica, Mark era iscritto ad Architettura.

Una risposta istituzionale a una tragedia che ha sconvolto l’università

L’annuncio è arrivato alla conclusione di una riunione straordinaria convocata dalla rettrice Antonella Polimeni, alla quale hanno preso parte il senato accademico, il consiglio di amministrazione e il collegio dei direttori di dipartimento. Un’unione dei massimi organi decisionali dell’ateneo per affrontare in modo collettivo e simbolico il tema della violenza di genere.

L’incontro aveva come punto centrale all’ordine del giorno: “Prevenzione e contrasto di tutte le forme di violenza di genere. Presentazione delle azioni promosse da Sapienza e riflessioni sul tema”.

La voce dell’Ateneo: sicurezza e impegno

Nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale, l’Ateneo ribadisce la propria posizione: “All’indomani della tragica morte di Ilaria Sula, studentessa della Sapienza vittima di femminicidio, la rettrice Antonella Polimeni aveva convocato la riunione collegiale degli organi di governo per ribadire l’impegno dell’Ateneo sul tema”.

La rettrice ha sottolineato l’obiettivo di rafforzare le misure per garantire che l’università sia sempre più un luogo sicuro, inclusivo e in grado di tutelare chi studia e lavora, con un’attenzione particolare anche alla possibilità di segnalare episodi di violenza o discriminazione.

Il voto unanime degli organi di governo, avvenuto giovedì 8 maggio, ha sancito la decisione di costituirsi parte civile nel processo penale che si aprirà a carico di Mark Samson, ex compagno di Ilaria, accusato del suo omicidio. Un gesto simbolico, ma fortemente significativo, per testimoniare la vicinanza dell’università alla famiglia della vittima e l’impegno concreto contro ogni forma di violenza di genere.

Redazione

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