Arvedi Ast, c’è l’accordo di programma: investimenti, energia, occupazione “Siderurgia sempre più green”

Ufficiale la firma sull'accordo che mette in sicurezza il futuro del sito ternano. La Regione si impegna a fornire il 30 percento della produzione energetica alle realtà energivore, Arvedi mette sul piatto oltre 1 milione di investimenti e possibili nuovi assunti. Soddisfazione dei sindacati

C’è la firma sull’accordo di programma per Ast. A comunicarlo la Regione Umbria, presente insieme a Comune, sindacati e Regione al tavolo del Ministero per le Imprese. Ad apporre la firma il ministro Adolfo Urso, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessore allo Sviluppo economico di Terni, Sergio Cardinali, l’amministratore delegato di Acciai Speciali Terni S.p.A., Dimitri Menecali.

Gli impegni sottoscritti hanno l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico sostenibile, il risanamento ambientale e la decarbonizzazione del sito produttivo Ast, situato nel sito d’interesse nazionale di Terni-Papigno e nell’area di crisi industriale complessa di Terni-Narni.

Doversi i nodi dell’accordo: chiaramente centrale l’aspetto ambientale, con la produzione di acciaio green, la neutralità climatica, la riduzione delle emissioni, ma anche la tutela del sito, dei livelli occupazionali, con formazione costante e un impegno ad assunzioni future.

Gli impegni ambientali

Il Piano ambientale integrato prevede interventi di: decarbonizzazione: introduzione di tecnologie avanzate per l’utilizzo di idrogeno verde e combustibili alternativi: efficientamento energetico con riqualificazione degli impianti produttivi e aumento della resa produttiva; recupero e trattamento degli scarti produttivi; produzione di acciaio green: risposta alle richieste di mercato per prodotti a basso impatto ambientale e che impieghino fonti e vettori energetici alternativi; messa in sicurezza operativa e permanente del sito, con particolare attenzione al suolo, sottosuolo e acque sotterranee, oltre alla  riduzione degli inquinanti tipici del processo siderurgico.

Sul fronte della qualità dell’aria, Governo e Regione, col supporto di Ispra e Arpa Umbria condurranno studi specifici per Individuare le sorgenti emissive di nichel, monitorare la qualità dell’aria nella Conca ternana e ggiornare l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) di Ast con prescrizioni mirate. Una questione che chiama in causa i residenti di Prisciano, che coi fumi e del nichel delle acciaierie fanno i conti tutti i giorni

Investimenti ed energia

I nodi chiave erano quelli legati agli investimenti ed all’energia.  Il Piano economico-finanziario prevede un investimento complessivo di 1.132 milioni di euro, suddiviso in due fasi: 557 milioni di euro fino al 2028  per efficientamento energetico, sicurezza ambientale e riqualificazione degli impianti e successivi 573 milioni di euro, con focus sulla produzione di acciaio elettrico e magnetico a bassa impronta di carbonio

Sul piano energetico, sarà fondamentale – per rispettare l’impegno sancito all’aricolo 7 sulla competitività nella produzione di acciaio inox e magnetico – il ruolo della Regione Umbria, che si è impegnata  a valutare forme di gestione mista pubbico-privata per le concessioni energetiche. Inoltre, conformemente al quadro normativo vigente nazionale e comunitario e disponibile a riservare il 30 percento della produzione energetica alle aziende energivore umbre. “L’energia – si legge – al costo di produzione maggiorato di una fee commerciale in linea con quella applicata dal mercato. e parti valuteranno inoltre la possibilità di attivare sistemi di produzione e consumo semplificati (SSPC) e Ast si dichiara disponibile a co-investire per aumentare la capacità dei bacini idroelettrici regionali”

Dal canto suo, Arvedi Ast si impegna a mantenere gli attuali 2229 dipendenti diretti e i 181 nelle controllate, stabilizzare i somministrati e ad avviare percorsi formativi per la riqualificazione professionale, in collaborazione con le istituzioni La Regione Umbria supporterà interventi di politica attiva del lavoro attraverso il Programma Regionale Fondo Sociale Europeo+ 2021-2027.

Le parole di Arvedi

Si tratta di un momento significativo per Arvedi Ast e per tutto il territorio: abbiamo compiuto un altro passo avanti nel percorso di rafforzamento dell’azienda, che ora può guardare con maggiore fiducia al proprio futuro industriale”: così, in una nota, Giovanni Arvedi, presidente del gruppo Arvedi, dopo la firma dell’intesa al Mimit.
“Questo accordo – continua Arvedi – rappresenta non solo un’opportunità per consolidare e innovare la capacità produttiva, ma anche un impegno concreto verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile, attento all’ambiente, al lavoro e alla qualità della vita nella città di Terni.

Secondo Arvedi, “Ast continuerà a essere un punto di riferimento per l’economia della Regione Umbria, contribuendo, in collaborazione con le istituzioni, alla sua crescita con investimenti, competenze e una visione industriale di lungo periodo”.

Le parole di Governo, Regione e sindacati

“Obiettivo raggiunto- scrive il ministro Urso –  Oltre due anni di lavoro intenso senza mai mollare, superando ogni difficoltà. Un grande lavoro di squadra che ha visto insieme al governo, sindacati, Regione, Comune e anche tanti parlamentari che hanno condiviso il lavoro del nostro tavolo. La siderurgia italiana si rafforza sulla strada della tecnologia green, primi in Europa. Questa è politica industriale”.

Grande soddisfazione  anche per la Regione. L’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti sottolinea come “Questo accordo apre una fase innovativa e promettente per Acciai Speciali Terni, che riguarda tanto i livelli e la qualità produttiva quanto le tematiche ambientali e energetiche. Tuttavia, occorre procedere con serietà e responsabilità, evitando entusiasmi eccessivi, per garantire una realizzazione concreta degli obiettivi stabiliti”. L’Assessore ha anche sottolineato l’importanza di mantenere un presidio continuo su questi impegni, garantendo il rispetto degli accordi da parte di tutte le parti coinvolte. “Sarà fondamentale per supportare il confronto attualmente in corso tra sindacati, lavoratori e azienda, offrendo fiducia e opportunità per una condivisione completa degli obiettivi”.

Gli fa eco l’assessore all’ambiente Thomas De Luca parla di “rivoluzione copernicana”: “L’obiettivo principale è il raggiungimento degli standard europei 2030 per la qualità dell’aria, con particolare attenzione ai metalli pesanti. Questo richiede investimenti mirati nei prossimi anni da parte di enti pubblici e privati. Parallelamente, il principio di recupero delle scorie industriali viene rafforzato: ogni ampliamento delle discariche sarà vincolato a un recupero progressivo delle scorie stesse, trasformandole in materie prime seconde utilizzabili per grandi opere nazionali”.

La presidente Stefania Proietti dal canto suo dice: “Questa firma rappresenta un appuntamento importante, ma è solo l’inizio. Adesso ci aspetta un presidio costante e autorevole sugli impegni presi, perché le aspettative delle nostre comunità regionali e dei lavoratori sono elevate, e non possiamo permetterci di deluderle. Ora ci aspetta il secondo tempo, necessario per portare a casa il risultato finale. Grazie a tutti e buon lavoro per i prossimi passi.”

In una nota la Fim Cisl, sottolinea come l’accordo rappresenti  “un elemento di continuità con un metodo che si è assunto con il governo rispetto a queste procedure, che seppur non coinvolgendo il sindacato in parte attiva nella loro realizzazione, viene dal governo condiviso con noi prima della sua firma per ascoltare comunque il parere delle organizzazioni e le loro indicazioni. È per noi un passo fondamentale perché per rilanciare siti di interesse nazionale legati a settori strategici come quello della siderurgia non lo si può fare prescindendo da una sinergia fortissima tra lavoratori, aziende, istituzioni nazionali e locali che vengono poi – appunto – tradotte in accordi di Programma. Per noi è importante che questi accordi possano contenere, forti di esperienze negative degli anni scorsi, anche delle clausole di salvaguardia e di penalità per gli inadempienti. Questo può essere un vincolo importante affinché gli investimenti e gli impegni che si prendono in sede istituzionale vengano mantenuti”.

Fim Cisl è convinta che “potrà essere volano sia per gli investimenti ma anche per la valorizzazione dei lavoratori attraverso le ulteriori stabilizzazioni e con l’avvio di una buona contrattazione aziendale che dia lustro a una realtà siderurgica importante come quella di Arvedi Ast”

L’accordo non è un punto di arrivo ma è un punto di partenza – sottolinea invece Giovacchino Olimpieri, segretario nazionale della Fismic Confsal – e saremo una sentinella attenta ed intransigente affinchè gli impegni vengano rispettati, a partire dalla tenuta occupazionale, dalla formazione del personale, fino alla coerenza degli interventi ambientali. Il territorio merita serietà e concretezza”. Gli fa eco Marco Bruni, coordinatore Fismic Ast: “Fondamentale che gli investimenti producano benefici reali per i lavoratori e per la comunità locale. La Fismic continuerà a stare a fianco delle maestranze con uno spirito costruttivo quanto determinato”

 Guglielmo Gambardella e Simone Lucchetti,rispettivamente segretario nazionale Uilm e responsabile territoriale Uilm Terni, parlano di accordo che “responsabilizza” i soggetti coinvolti:

“Auspichiamo – sottolineano – che l’Accordo di Programma possa consentire al gruppo Arvedi di ultimare nel più breve tempo gli investimenti pianificati e quantificati nel valore di oltre 1 miliardo di euro, in parte già realizzati, per l’innovazione tecnologica dei processi, installazione di nuove linee di produzione e interventi di sostenibilità ambientale”.

“Ricordiamo che nel corso della storia della strategica acciaieria umbra, i lavoratori hanno svolto, anche nei diversi soggetti proprietari che si sono avvicendati, un ruolo a difesa della fabbrica e reso Terni un centro di eccellenza della produzione di acciaio inox – aggiungono – L’impegno per il mantenimento degli attuali 2500 lavoratori diretti e degli interinali, il tavolo di monitoraggio con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali sono elementi qualificanti”.

“Per quanto ci riguarda, la prevista crescita industriale di Ast dovrà andare di pari passo con la crescita dell’occupazione e con la valorizzazione della stessa, sia in termini economici che di condizioni complessive di lavoro” continuano.

Redazione

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