Nel 2024 la provincia di Terni si distingue come l’area più virtuosa dell’Umbria per la raccolta differenziata, secondo i dati diffusi da Arpa e rilanciati da Legambiente. Il Sub-ambito 4, che comprende proprio questo territorio, ha infatti registrato un ottimo risultato del 76%, superando gli altri ambiti e confermandosi il migliore nel confronto con gli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr).
Tuttavia, l’analisi complessiva dell’andamento regionale evidenzia anche alcune criticità, in particolare l’incremento della quantità di rifiuti prodotti pro capite. Rispetto al 2023, la produzione media per residente è salita di 17 kg, raggiungendo i 538 kg per abitante, un valore superiore rispetto alla media nazionale.
L’aumento della produzione complessiva di rifiuti in Umbria ha seguito una crescita costante: dal 2020 si registra un +5%, un dato che, secondo Arpa, mette in luce la carenza di politiche regionali efficaci per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.
Tra i quattro ambiti territoriali in cui è suddivisa la regione, solo il Sub-ambito 3 (Valle Umbra Sud) ha registrato una flessione, con una raccolta differenziata che si è fermata al 58,6%, ben al di sotto dell’obiettivo fissato al 60,9%. Non solo: quest’area ha anche fatto segnare un dato preoccupante sul fronte della produzione individuale di rifiuti. Supera infatti di oltre 50 kg per abitante la media regionale, con sette comuni che hanno superato i 700 kg pro capite, un livello considerato allarmante per la sostenibilità ambientale.
L’Umbria, pur mostrando segnali di miglioramento nel sistema di raccolta differenziata, fatica ancora a mettere in atto misure concrete per ridurre la quantità complessiva dei rifiuti prodotti. La situazione evidenzia un contrasto netto tra le buone pratiche di alcune aree, come la provincia di Terni, e le difficoltà persistenti in altre zone del territorio.
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