Pendolari, nuovo appello: “Risposte subito e stop alla delibera o scoppierà il caos”

Lettera dei comitati ternano, ortano e della tiberina per una mobilitazione delle istituzioni: "Privati del diitto alla mobilità e territorio penalizzato, Serve una risposta politica concreta e tempestiva"

Continua la mobilitazione del pendolari di Umbria e Lazio. Del tema si è parlato di recente nell’ambito della due giorni organizzata da Io sono una persona X Bene al Palasì dal titolo “La Linea Lenta”, ora i comitati dei pendolari di Terni, Orte e Teverina, in un comunicato, chiedono alle istituzioni di mobilitarsi in vista dell’entrata in vigore da Gennaio (ma forse già da dicembre) della delibera dell’Autorità Regolatrice dei Trasporti che sposterà tutti i treni delle tratte da e per Roma delle zone interessate sulla normale linea, più lenta, con gravi ripercussioni su tempi di viaggio,
puntualità e qualità del servizio.

Clicca qui per rivedere la due giorni al PalaSì

I comitati non si dicono soddisfatti dell’azione dell’Art che ha aperto le interlocuzioni con Rfi, Trenitalia e Regioni per valutare una deorga anche parziale alla delibera:  “Ad oggi non esistono decisioni formali né garanzie concrete per i pendolari – sottolineano-  Ribadiamo con forza: senza un intervento politico immediato e vincolante, dal 1° gennaio 2026 migliaia di pendolari saranno condannati a un servizio ferroviario più lento, meno frequente e inaffidabile, con pesanti ricadute sociali, economiche ed ecologiche sull’intero Centro Italia”

I pendolari ricordano i vari incontri sul tema in tutta l’Umbria citando anche l’evento organizzato al PalaSì e moderato dal presidente Sauro Pellerucci. Oltre a quello gli incontri pubblici di Foligno (promosso dall’onorevole del M5S Pavanelli), ad Orvieto (dalla sindaca Tardani), il sit in a Roma partito simbolicamnte con un viaggio sulla linea lenta e il successivo invito ad un viaggio ai rappresentanti istituzionali, i due incontri a Viterbo (consiglio comunale e provicinale straodinario) e da ultimo un incontro a Terni con l’assessore De Rebotti a  cui è seguita la presa di posizione anche del sindaco di Terni (e presidente della Provincia) Bandecchi.

“Ribadiamo con forza: – dicono -senza un intervento politico immediato e vincolante, dal 1° gennaio 2026 migliaia di pendolari saranno condannati a un servizio ferroviario più lento, meno frequente e inaffidabile, con pesanti ricadute sociali, economiche ed ecologiche sull’intero Centro Italia”

Disagi che si traducono in pezzi di vita che se ne vanno ma che si concretizzano anche in situazioni di viaggio al limite dell’assurdo:  “Treni sovraffollati – scrivono – senza riscaldamento in inverno e con guasti all’aria condizionata in piena estate, continui ritardi ed instradamenti dei Regionali Veloci sulla linea convenzionale lenta. Oltre ad una incertezza su orario e durata dal viaggio che impedisce di poter svolgere l’orario lavorativo previsto da contratto e l’obbligo di ricorrere a continui permessi, per non parlare delle ripercussioni sulla gestione familiare”.

La beffa dei lavori in corso

Un quadro al quale si aggiungono i lavori al binario 1-2 est di Termini che dall’11 agosto al 6 settembre priveranno di fatto della fermata a Termini i pendolari “senza alcuna informazione
concreta e previsione di servizi alternativi, come autobus sostitutivi, con uniche alternative  qualche Intercity in orari disperati” e i lavori in corso fino al 31 agosto sulla tratta Orte-Attigliano-Viterbo che non consentono l’utilizzo della linea, “per cui i viaggiatori sono costretti ad utilizzare servizi sostitutivi con bus, con aggravio della tempistica di viaggio e disservizi legati al cambio del mezzo di locomozione”

Le richieste dei pendolari

Da qui le richieste dei pendolari: informazioni chiare e misure di mitigazione  per  i collegamenti su Roma dall’11 agosto al 6 settembre; sospensione immediata della delibera dell’ART e deroga temporanea fino all’arrivo dei nuovi treni ETR 108 già acquistati dalle Regioni e prossimi alla consegna; tutela degli investimenti pubblici già effettuati; apertura di un tavolo tecnico-politico permanente con Governo, Regioni, ART, RFI e Trenitalia; soluzioni transitorie che garantiscano il diritto alla mobilità, anche tramite deroghe temporanee: “Il trasporto regionale è fondamentale per la coesione territoriale, non un ostacolo all’alta velocità. Serve una risposta politica concreta e tempestiva.Servono risposte politiche ora, prima che la crisi esploda nel 2026”, concludono

 

Redazione

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