Case popolari, Lega difende la legge: “Fondamentale che tutta la famiglia sia incensurata”

Marchetti e Fioroni replicano a Barcaioli: "Discriminate gli umbri a favore degli stranieri. Eventuali rigidità vanno corrette con chiarimenti e linee guida"

La questione relativa alle case popolari e particolarmente al regolamento voluto nella scorsa legislatura dalla Lega riaccende la diatriba politica. il Carroccio risponde infatti all’assessore Barcaioli, che ha definito discriminatoria la legge in vigore.

A intervenire sono il segretario regionale Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti e Paola Fioroni, prima firmataria legge sulle case popolari e responsabile Dipartimento Economia della Lega. “Eliminare il vincolo dei cinque anni di residenza nella Regione e il criterio dell’incensuratezza del nucleo familiare, vuol dire non solo favorire immigrati e stranieri rispetto a chi vive da più tempo in Umbria, ma anche prevedere che a parità di bisogno, la famiglia con pregiudicati potrà essere preferita ad una famiglia di persone incensurate e rispettose della legge”, scrive la Lega.

La vicenda, partita da alcune questioni in corso a Terni, dimostra come queste affermazioni siano un boomerang, visto che ad avere problemi sono proprio famiglie ternane- e non straniere – dove un componente ha avuto (e risolto) problemi con la giustizia.

Nella nota, il Carroccio parla in ogni caso di “discriminazione verso gli umbri”: “La nostra legge presenta regole generali e astratte per selezionare, in maniera trasparente, chi ha diritto a un bene pubblico raro come l’edilizia residenziale. Non si tratta di “escludere”, ma di garantire che le case vadano realmente a chi ne ha più bisogno e a chi può assicurare convivenza rispettosa delle regole comuni”.

Marchetti e Fioroni poi sottolineano che ” la previsione che il nucleo familiare non abbia precedenti penali gravi non è una punizione collettiva, ma una tutela della legalità e della sicurezza degli stessi inquilini.In ogni caso, la normativa distingue tra reati lievi, situazioni risalenti o già riabilitate e condotte realmente ostative”

Riguardo alle situazioni critiche, gli esponenti della Lega sottolineano come dovranno essere i Comuni a gestire le varie situazioni: “Verso minori e persone con disabilità, nessuna penalizzazione è rivolta ai soggetti fragili, che anzi beneficiano di punteggi aggiuntivi e percorsi preferenziali. Eventuali rigidità vanno corrette con chiarimenti e linee guida, non con accuse generiche al quadro normativo”

Secondo il Carroccio, bisogna evitare che gli alloggi diventino ” terreno fertile per degrado o conflittualità. Difendere questa legge significa difendere le famiglie più fragili, la legalità e la convivenza civile. Al contrario, contrastarla come sta facendo AVS, il partito della Salis, vuol dire aprire la strada a forme di ‘discriminazione’ verso le famiglie umbre oneste che da anni sono in attesa di una casa popolare”

Redazione

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3 Commenti
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1 anno fa

Che faccia da schiaffi…

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1 anno fa

Della Lega quanti sono incensurati?🤔

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1 anno fa

Questi signori dicono cose non giuste perché non è vero che la normativa (quella in atto finora almeno) distingue tra reati lievi o gravi, recenti o meno.
Perché l’articolo 29 esclude tutti i reati commesso anche vent’anni fa e già estinti, come i casi di Terni, perché richiede inequivocabilmente una ” riabilitazione” che per richiederla ha anche un costo non proprio accessibile a chi di fatto sta chiedendo un alloggio popolare.

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