Case popolari, Maggi all’attacco della riforma: “Solo misura ideologica”

L'assessore all'Edilizia Pubblica contesta la riforma sugli alloggi ERP: "Modifiche ideologiche e pericolose per la coesione sociale"

La riforma delle regole per l’assegnazione degli alloggi popolari proposta dalla nuova amministrazione regionale, che punta ad eliminare alcune pregiudiziali per l’assegnazione delle case, particolarmente quelle che fanno ricadere sulla famiglia le colpe di una singola persona, suscita forti critiche da parte dell’assessore all’Edilizia Pubblica Giovanni Maggi.

Secondo l’esponente dell’amministrazione locale, le modifiche in discussione sarebbero il frutto di un’impostazione unilaterale e ideologica, che rischia di aggravare anziché risolvere le criticità esistenti nel sistema ERP (Edilizia Residenziale Pubblica).

Maggi ha posto l’accento sul fatto che la proposta non è stata condivisa con gli enti locali, sottolineando l’assenza di un confronto istituzionale preliminare. A suo dire, la Regione avrebbe agito in modo autonomo, senza consultazioni, varando una bozza normativa che appare più improntata alla logica politica che alla risoluzione concreta dei problemi.

Uno dei punti maggiormente contestati riguarda l’abbassamento dei requisiti di residenza sul territorio. “Un anno è un periodo troppo breve”, ha dichiarato l’assessore, aggiungendo che questa scelta penalizzerebbe sia cittadini italiani sia stranieri che risiedono da lungo tempo nella propria città e che si sono integrati nel tessuto sociale rispettando le leggi.

Anche sul fronte dei requisiti penali, Maggi si dice favorevole a valutazioni caso per caso, rifiutando esclusioni automatiche, ma invita a un’attenta riflessione per i reati più gravi. In particolare, ha menzionato reati come pedofilia e spaccio di droga, che secondo lui pongono gravi rischi, specialmente quando i soggetti condannati vengono inseriti in contesti urbani fragili.

“Non basta che sia passato un determinato lasso di tempo: è necessario accertare l’effettiva riabilitazione”, ha affermato, riferendosi alla possibilità di accesso agli alloggi popolari per soggetti con precedenti penali. Sul tema c’è forte divisione; parlando ai nostri microfoni, Usb aveva chiesto di allargare ancora di più le maglie.

Altra questione cruciale è quella dell’occupazione abusiva degli alloggi, su cui Maggi esprime una netta opposizione alla proposta di azzeramento delle penalità. Secondo l’assessore, questo rappresenterebbe un pericoloso incentivo per chi si impossessa illecitamente delle abitazioni, danneggiando soprattutto le fasce più deboli come anziani e disabili.

Infine, Maggi ha espresso forti perplessità sulla presenza dei sindacati all’interno delle commissioni che valutano le domande per gli alloggi popolari. A suo giudizio, si tratterebbe di un evidente conflitto di interessi, poiché molte delle domande presentate verrebbero proprio tramite i sindacati. “In altre commissioni, come quelle dei concorsi pubblici, non sono ammessi né politici né sindacalisti”, ha ricordato, suggerendo l’esigenza di maggiore imparzialità anche in questo ambito.

Redazione

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