A Polino manca lo scuolabus e le famiglie protestano. Il sindaco: “Pronti a rimediare”

Il Comune non ha risposto nei tempi previsti alla Regione. Il sindaco ammette il ritardo e promette l’avvio del servizio entro il 24 settembre

A  Polino, 15 alunni dell’istituto comprensivo Fanciulli di Arrone hanno iniziato l’anno scolastico senza servizio di trasporto scolastico, costringendo le famiglie a organizzarsi autonomamente per accompagnare i propri figli a scuola. La denuncia arriva dal gruppo consiliare di minoranza ‘Noi per Polino’, che punta il dito contro l’amministrazione comunale per il mancato avvio dello scuolabus, sollevando anche un allarme più ampio: il rischio di spopolamento dei piccoli borghi montani.

«Tale disservizio, per quei genitori costretti a portare e riprendere autonomamente i propri figli a scuola, alimenta, assieme ad altri disagi purtroppo, il fenomeno dello spopolamento dei piccoli borghi», ha dichiarato il consigliere comunale Gianluca Matteucci, che sottolinea come la responsabilità sia tanto più grave considerando che il sindaco di Polino, Remigio Venanzi, riveste anche il ruolo di coordinatore per i piccoli Comuni dell’Anci. «Da lui – prosegue Matteucci – ci aspettiamo una soluzione rapida e definitiva».

Il primo cittadino ha ammesso pubblicamente il disguido, spiegando che il bando per l’attivazione del servizio non è stato pubblicato nei tempi richiesti. «Negli anni scorsi la procedura veniva gestita insieme al Comune di Arrone, che invece quest’anno ha agito in autonomia», ha dichiarato Venanzi a Umbria24. Tuttavia, dal Comune di Arrone, amministrato da Fabio Di Gioia, non risultano richieste ufficiali o informali da parte di Polino per una gestione condivisa del servizio. Gli uffici arronesi si sono invece mossi tempestivamente, seguendo le direttive regionali, e hanno garantito lo scuolabus già dal primo giorno di scuola.

L’origine del problema è riconducibile a una comunicazione inviata dalla Regione Umbria già nell’ottobre 2024, tramite la società in house Puntozero, che ha sollecitato i Comuni a indicare i fabbisogni per i servizi da attivare, tra cui il trasporto scolastico. Polino non ha risposto all’avviso, lasciando quindi scoperta la propria utenza. Il contributo biennale offerto dalla Regione avrebbe coperto i costi di gara tramite la Centrale Acquisti, alleggerendo le casse comunali.

Dopo la segnalazione pubblica, il sindaco è intervenuto, annunciando tramite i social che il servizio sarà attivato dal 24 settembre. Una soluzione tardiva, che però dovrebbe porre fine al disagio vissuto finora dalle famiglie. Resta aperta la questione della gestione amministrativa e dell’effettiva capacità di programmare servizi essenziali in un territorio che già combatte contro l’isolamento geografico e la progressiva perdita di residenti.

Redazione

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