A dodici anni dalla tragedia di Lampedusa, in cui persero la vita 368 migranti al largo delle coste siciliane, la città di Terni si prepara a commemorare le vittime del mare con una cerimonia che si terrà venerdì 3 ottobre alle ore 17 in piazza della Pace. Quell’evento drammatico, che vide sopravvivere appena 155 persone, tra cui 41 minori, rappresenta ancora oggi un simbolo delle migliaia di esistenze spezzate nel tentativo di fuggire da conflitti, miseria e persecuzioni.
L’iniziativa, promossa da un ampio fronte associativo ternano, vuole essere più di una semplice memoria collettiva: nasce come progetto permanente di sensibilizzazione, con l’obiettivo di porre al centro l’essere umano, avviando un percorso condiviso tra cittadini, istituzioni e scuola. L’intento è educare all’accoglienza e al dialogo interculturale, offrendo strumenti per una riflessione consapevole e profonda sul fenomeno migratorio.
La commemorazione, che si svolgerà come ogni anno nella Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, prenderà il via con momenti di preghiera condivisi tra le diverse confessioni religiose presenti in città . A seguire, interverranno i rappresentanti delle associazioni promotrici e verrà dato spazio a testimonianze dirette di migranti, che racconteranno in prima persona il loro viaggio attraverso il Mediterraneo.
L’organizzazione dell’evento coinvolge oltre trenta realtà associative locali e internazionali. Tra queste figurano Nuovi Orizzonti, Arci Terni, Caritas diocesana, Comunità Sikh, Comunità Bahá’à di Terni, Legambiente, ma anche rappresentanze delle comunità filippina, latina, ucraina, bengalese e africana, tutte attive nel tessuto sociale della città . Una pluralità di voci che si unisce per ribadire il valore della solidarietà e dell’inclusione, in un contesto globale che vede ancora troppi esseri umani affrontare viaggi disperati in cerca di salvezza.
La giornata del 3 ottobre, istituita ufficialmente come momento di ricordo e riflessione, ha negli anni assunto un significato sempre più rilevante anche a livello locale. A Terni, piazza della Pace – oggi sede della Cittadella delle associazioni – è diventata un punto di riferimento per chi promuove politiche di accoglienza attiva e inclusione. Il Cesvol Umbria sostiene l’iniziativa, contribuendo alla costruzione di un percorso culturale che guarda alla memoria come strumento per il cambiamento.
Attraverso la voce delle comunità migranti e delle organizzazioni impegnate nel sociale, l’appuntamento di quest’anno si pone come un’occasione concreta per ribadire che la morte in mare non può essere normalizzata, e che ogni vita spezzata merita rispetto, giustizia e azione.
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