Contrastare le situazioni di disagio giovanile che, in alcuni casi, sfociano in episodi di devianza: è stato questo il tema centrale della riunione che si è tenuta nel pomeriggio del 1. Ottobre presso la Prefettura di Terni, alla presenza di tutti gli attori istituzionali e sociali coinvolti nella crescita delle nuove generazioni. L’incontro ha visto la partecipazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori, dei vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, nonché dei rappresentanti del Comune di Terni, della Diocesi di Terni, Narni, Amelia, della USL Umbria 2, dell’Ufficio scolastico provinciale e dell’ANCI.
L’obiettivo dichiarato è quello di definire una nuova alleanza educativa per ridare protagonismo ai giovani e accompagnarli nel loro percorso di crescita personale e sociale. Da qui la proposta di sottoscrivere una dichiarazione di intenti, un “Patto educativo” che punti a rafforzare la cultura dell’ascolto, il rispetto delle regole e dell’altro, valorizzando anche le buone prassi già avviate con risultati incoraggianti.
“Sarebbe importante giungere alla sottoscrizione di un Patto educativo provinciale – ha sottolineato il Prefetto – per definire un’alleanza tra le componenti socio-istituzionali ed essere un punto di riferimento e speranza per i giovani, nella consapevolezza che servono comportamenti da parte di tutti in grado di restituire protagonismo e fiducia alle nuove generazioni”.
Durante la riunione, è stato posto l’accento anche sulla necessità di costruire una vera e propria “comunità educante”, capace di includere e non escludere, di dare voce a chi si sente ai margini del sistema sociale. “Costruire un futuro ai giovani e garantire opportunità di vita in un contesto sociale sicuro e sano è l’obiettivo di tutti i soggetti coinvolti”, ha aggiunto il Prefetto, evidenziando come l’ascolto e la corresponsabilità siano le basi di un cambiamento culturale profondo.
È stato inoltre analizzato il fenomeno della dispersione scolastica, con dati incoraggianti per l’Umbria: nel biennio 2023-2024, la regione ha registrato valori inferiori sia alla media nazionale che a quella dell’Italia centrale, un segnale positivo che tuttavia non riduce l’urgenza di rafforzare gli strumenti di prevenzione del disagio.
Un altro punto critico affrontato riguarda le segnalazioni di consumo di sostanze stupefacenti, in base ai dati raccolti dalla Prefettura ai sensi del D.P.R. 309/1990. Nei primi nove mesi del 2025 sono state 256 le persone segnalate, in larga parte giovani sotto i 30 anni. Circa il 40% di queste segnalazioni riguarda cittadini stranieri.
“Anche dalla lettura di tali dati – ha dichiarato il Prefetto – emerge la necessità di portare avanti un lavoro sinergico da parte di tutte le Istituzioni competenti con la finalità di prevenire e contrastare il fenomeno delle c.d. dipendenze, a partire dai più giovani”.
La disponibilità manifestata da tutte le realtà coinvolte alla creazione di una rete territoriale stabile è stata accolta con favore, confermando l’intenzione di lavorare insieme per superare quel disorientamento giovanile che troppo spesso sfocia in marginalità e comportamenti devianti.
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