Sono stati condannati a cinque anni di reclusione ciascuno i due cittadini albanesi che, lo scorso febbraio, erano stati intercettati dalla squadra Mobile di Terni mentre trasportavano oltre 21 chilogrammi di cocaina. La vicenda risale al 23 febbraio, quando gli investigatori avevano notato una Ford Kuga e una Opel station wagon uscire dallo svincolo Terni Ovest del raccordo Terni-Orte, in direzione via Bramante.
Le due vetture, entrambe condotte da uomini di 36 e 25 anni, erano state fermate per un controllo. Una prima ispezione non aveva evidenziato irregolarità , ma gli agenti della sezione antidroga, insospettiti dalla dinamica, avevano deciso di approfondire la perquisizione.
Il sequestro: oltre 21 chili di stupefacente nascosti in vani modificati
Durante la verifica, gli agenti avevano scoperto sofisticati sistemi di occultamento installati all’interno di entrambe le auto, progettati appositamente per trasportare lo stupefacente. Nella Ford Kuga erano nascosti quattro panetti di cocaina, mentre nell’Opel station wagon ne erano stati rinvenuti sedici.
Il valore complessivo della sostanza sequestrata è stato stimato in circa sei milioni di euro sul mercato illegale. Entrambi gli uomini si trovavano in Italia con visto turistico e risultavano essere partiti dalla Calabria poco prima del fermo.
Il processo: rito abbreviato e decisione del gip
Giovedì pomeriggio il giudice per le indagini preliminari di Terni, Francesco Maria Vincenzoni, ha pronunciato la sentenza nei confronti dei due imputati, difesi dall’avvocato Daniela Paccoi del Foro di Perugia. Il processo si è svolto con rito abbreviato, che prevede la riduzione della pena in caso di condanna.
L’accusa aveva chiesto dieci anni ciascuno, ma il gip ha deciso per la metà esatta: cinque anni di reclusione a testa. Una scelta motivata dal rito prescelto e dalla valutazione degli elementi a disposizione della procura.
Entrambi restano in carcere dopo la sentenza
Al termine dell’udienza, i due imputati sono stati confermati in stato di detenzione, in attesa degli eventuali sviluppi processuali. L’operazione della Mobile aveva rappresentato uno dei sequestri più consistenti dell’anno nel territorio ternano, anche per le modalità del trasporto e la quantità di stupefacente intercettata.
La ricostruzione degli investigatori ha evidenziato l’organizzazione accurata del viaggio, resa possibile da veicoli modificati e da una logistica studiata per evitare controlli ordinari. L’intervento delle forze dell’ordine ha però interrotto il trasferimento del carico, impedendone la distribuzione.
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