Nel fatturato la città di Terni si difende bene, ma nei ricavi ancora soffre. Emerge dai dati della Camera di Commercio basati sui bilanci depositati dalle società di capitali. Terni, rispetto a Perugia, è più avanti nel peso manifatturiero, il margine operativo lordo però è più basso rispetto a quello perugino. I numeri parlano di un dato medio del 6,1%, contro l’8,3% regionale e il 9,3% nazionale. Riguardo al margine industriale, siamo a un 4,6% (12,5% quello di Perugia) che mette Terni anche qui al di sotto della media nazionale. Vuol dire che a Terni c’è un tessuto imprenditoriale attivo anche se basato maggiormente sull’industria, ma che non vede corrispondere un margine di redditività adeguato.
La situazione di Terni, come dice il presidente delle Camere di commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni, necessita di azioni specifiche. “I dati – spiega – mostrano un sistema ternano produttivo, ma con margini ancora troppo bassi rispetto all’Umbria, al resto del Paese e anche a Perugia. Questo ci conferma che occorre rafforzare la capacità delle imprese di generare valore, perché solo così si costruisce crescita duratura“. La Camera di Commercio dell’Umbria è impegnata a sostenere questa transizione, promuovendo percorsi di digitalizzazione, innovazione tecnologica e transizione ecologica, aspetti considerati decisivi per aumentare competitività e redditività. “Stiamo investendo con decisione – aggiunge Mencaroni – anche nella formazione delle competenze, affinché le imprese possano accedere a nuove tecnologie e nuovi modelli organizzativi. Allo stesso tempo crediamo nei giovani: li accompagniamo verso l’imprenditorialità e li aiutiamo a inserirsi nel mondo del lavoro, perché senza capitale umano preparato non c’è sviluppo. Terni può fare il salto, e la Camera di commercio è al suo fianco per trasformare potenzialità in risultati“.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.